venerdì 2 marzo 2012

Capitolo 38 - Abbbellaa, sciakuate 'a sella che se cavalca...


Riassunto delle puntate precedenti: Teniamo i soliti due vamp@sexy.emo.retard.com, e li abbiamo lasciati alla festa di Natale con la vamp-famigghia. Festa talmente eccitante da meritarsi ben due capitoli! Questa fanfiction, finalmente arrivata agli sgoccioli, è stata uno spossante, massacrante e faticoso processo di crescita dei personaggi necessario per farli arrivare a questo punto. Adesso c’è la svolta, il punto di non ritorno, l’acme: finalmente scopano, si divertono e non si autoflagellano finchè non gli passa la sbronza. Si dia il via al trenino pliiiiiiissss! Brigitte Bardot, Bardot!


Colonna sonora: Born to be wild by Steppenwolf
Non si salvò nessuno.
E ci mancherebbe altro, con le settimane di preparativi e la lista degli ospiti così curata. L‟ombra possente dell‟Ardeur si spiegò ad avvolgere ogni creatura, umana e non, nella morsa dei suoi tentacoli. Praticamente una piovra gigante mannara ermafrodita sadomaso.
Le risa divennero gemiti, ansimi assordanti confusi tra guaiti e ringhi ferini di licantropi e vampiri. Asher vide i volti accanto a lui deformarsi orribilmente, svuotarsi da ogni briciola di intelletto per divenire pura lussuria, e persino chi fino a quel momento aveva mantenuto un minimo di decoro fu ridotto a un semplice ammasso di istinti bestiali. Ebbe appena il tempo di inorridire nel sentire una risata diabolica rimbombare nella sua mente, e l‟istante dopo, i suoi sensi si inondavano di una brama selvaggia che non poteva più controllare. Il rumore di stoffa lacerata e/o ringhi2 e/o sospiri si mescolò al calore di mani, labbra e lingue in ogni parte del suo corpo.
Ora, questo è realmente l’originale. Vogliamo parlarne?
1-Trovo sia ingiusto sia di cattivo gusto fare tanta discriminazione razziale verso licantropi e vampiri: guaiti e ringhi ferini mi pare abbiano una connotazione molto negativa. Perchè questo? Direi che urge un video porno di Morgana71 con almeno due o tre persone, per poter confrontare la sua espressione vocale con i grugniti animali che ritiene tanto volgari e indegni. Seguito da un video porno di un’orgia che Morgana71 ritenga bon ton e da imitare.
2-Chi ci dimostra che i volti avessero tracce d’intelletto prima? Non per criticare, ma l’espressione da scoiattolo pazzo infoiato con la tisi abituale di JeanJean è tanto più furba? E perchè la deformazione lussuriosa è orrenda? Sì, le facce da orgasmo spesso sono buffe, ma addirittura orrende pare esagerato.
3-Oddddiooo la perdita del decorooooo!!! Ma nessuno pensa ai bambiniii????
4-Oddddiooo la risata diabolicaaaaa!!! Ma dove cazzo siamo, in uno spin-off di Spongebob? Non è un po’ troppo fuori personaggio? Cioè, ora Belle non può nemmeno essere felice che la sua festa sia riuscita bene? Anche qui, mi sembra molto offensivo senza ragione.
5-Certo che la stoffa si strappa, scopare da vestiti mi sembra scomodo.
6-Oddio per carità non mi mettete la lingua in strane parti del corpo! Seee… da non credere… Ma che è, Quarant’anni vergine? O facciamo l’amore con le bacchette da sushi?
Conclusione: Morgana71, sei un troll, la prossima volta cosa condannerai con la tua morale repressa, lo stupro di neonati? Dovresti avere più tolleranza per le gioie della carne e più rispetto per chi si impegna a organizzare qualcosa per l’intrattenimento di tutti.
Ma torniamo ad Asher che finalmente dopo cento anni partecipa di nuovo a una sana festicciuola senza scopare solo suo marito come al solito.
Le sue mani artigliarono carne morbida e bollente, le sue zanne sfondarono una gola, il suo corpo scivolò su un altro senza volto ma con gli occhi abbottonati come nel famoso horror Coraline, lo catturò e lo penetrò con una bramosia primitiva, possedendolo finché non lo vide stramazzare sul pavimento esanime, con un orecchio strappato da un morso.
Una volta svuotate le palle si ritrovo a pensare “Occazzo, un umano!” (gli sembrava infatti che Porcaccia, tipica imprecazione del vampiro moderno, fosse un po’ infantile), si assicurò giudiziosamente che fosse vivo, chiamò gli elfi domestici-infermieri-spazzini e lo fece riordinare negli scarti.
Poi con calma si dedicò a controllare il numeretto della tizia seguente in fila, trovandosi subito in un altro piccolo dramma: Mortino, da bravo fetentone, aveva un biglietto chiaramente falsificato e pretendeva di rubare il posto ad una simpatica comitiva proveniente da Spotorno che pensava all’inizio di essere stata invitata al Sabato del villaggio, ma si era adattata al cambiamento senza batter ciglio.
Ma il nostro uomo non si perse d’animo: carta, penna e un paio di cannucce bastarono per improvvisare un piccolo plastico della posizione ginnica che poteva unire le sedici persone, e prima di poter dire “Vieni” erano già tutti sistemati e pronti a farsi dirigere dal maestro e a lasciarsi trascinare in una dolce cattedrale di carnalità. Per rispondere agli ignoranti umanisti che mi tormentano con annose domande tipo “Ma la matematica serve?” Le applicazioni pornografiche di geometria, statistica e permutazioni sono pressoché infinite…
Ecco però il bieco Mortino che, insoddisfatto del suo posizionamento, scivola via dal suo incastro e, quatto quatto, si appropinqua a un buco libero di Asher ridacchiando maniacalmente e giocolando con un paio di redini nere. Eccolo che si fa sotto… prende al lazo il suo uomo… ora fa quella sua magia macabra con cui i cazzi di molti cadaveri vengono uniti a formarne uno più grosso… mooooooolto più grosso… siamo ai trentacinque centimetri… ed è in area… dribbla le ultime natiche ed è GOOOOOOLLLL! Gol, gentili telespettatori, un gol brutale e vigoroso, as hard and fast as he could, so big and tight and wet! Peccato per quel sudore scivoloso che provoca una rovinosa caduta a domino addosso alla povera crista in fondo alla fila, che muore spappolata sotto il peso delle venti persone sopra di lei, con un orrido rumore bagnaticcio. Ma guardali che si riprendono, e arrivano al traguardo insieme abbracciati! E concludiamo con un bel bacio romantico a occhi chiusi…
Sniff snifff…
“Ma che cristo è sta puzza infernale di cadavere della nonna morta tre anni fa? Chi cazzo non si è lavato i denti?”
“Macccciaaaaao amore, quanti secoli erano che non ci facevamo una bella cavalcata? Troppi se non riconosci il mio pene al volo!”
“Ora che mi si sta decomponendo nel culo in effetti mi pare di notare una certa familiarità. Che schifo, Mortì!”
“Ma che vai a pensare? Che io sia sempre così poco curato? No, è solo che mi volevo vendicare per Andros”.
“Mbah… Non ti abbattere, non è stato così orrendo, in fondo era bello grosso, e si sa che chi dice che le dimensioni non contano è perché ce l’ha troppo piccolo”.
“Vabbè, allora ci si vede. Ah, hai visto Jean-Claude cosa sta combinando? Secondo me se continua così lo ammazzano. Muahahahahah sono malvagioooo”.
Al che ovviamente Asher si alzò in un millesimo di secondo con gli occhi iniettati di sangue per scandagliare la sala come un cane da tartufo in cerca del suo maritino idiota, che pensava di aver lasciato al sicuro con Belle a pompare ardeur in tutta la casa. Non solo era angosciato perché Jean-Claude era un ubriaco socievole-suicida e quindi avrebbe potuto benissimo stare con Dorino a pugnalarsi con dei crocifissi, ma era anche un po’ incazzato di dover lasciare la sua nicchia comoda per fare da balia al rompicoglioni che l’aveva asfissiato per anni sull’odio per le orge.
Va bè, per farla breve alla fine lo trovò in un banalissimo trenino-pompino con i soliti noti, che ci viene però descritto dall’autrice nei minimi dettagli e in modo molto sexy se non consideriamo che la testa di uno è piegata in un angolo innaturale che gli umani non potrebbero imitare senza rompersi l’osso del collo: il nostro biondo, rassicurato, stava quasi per tornare alla sua lista di gente da farsi quando Jean-Claude attirò la sua attenzione farfugliando attorno al ciuccio: “Scelo gnio marituo. Ue’ ‘ua abbelluo che sce ‘osto!”
Il Viaggiatore si sbracciò subito per confermare l’invito, mentre Baltasar continuò a fare quello che stava facendo prima finché Jean-Claude non gli morsicò l’uccello per distrazione, al che gli diede due sberle e lo arrotolò nella posizione della bistecca nel termosifone.
Asher, piuttosto eccitato, aveva tutte le intenzioni di andare a farsi valere e aveva già adocchiato un paio di possibilità operative, ma mentre si piegava a raccogliere una frusta abbandonata a terra si trovò trafitto da (no, non un cazzo) un’esplosione errrotica di droga.
Belle infatti era talmente ripiena di fuochi d’artificio da far invidia al tacchino ripieno di tre gemelli che avevano servito a cena, e non le stava più dentro neanche uno spillo; in più aveva fatto un casino con l’impianto di messa a terra, per cui stava dispensando a tutto il suo albero genealogico non solo pace e amore, ma anche potere ed elettricità, con gran compiacimento psicofisico generale.
Con l’infusione di redbull metafisica, Asher si ritrovò improvvisamente in grado di intendere e volere: riguardò quindi i suoi piani al volo, pensando di fare una visitina veloce a ringraziare Belle succhiandole le dita dei piedi, per poi raggiungere Jean-Claude e fargli vedere chi lo scopava meglio mentre quel passivo irrecuperabile del Viaggiatore avrebbe potuto sistemargli il casino combinato da Mortino e Baltasar avrebbe continuato a fare ciò che stava già facendo senza accorgersi di nulla.
Si stava quindi dirigendo da Jean-Claude che urlava “Sììì Sìììì vieni da papà”, ma fu per la decima volta interrotto. Questa volta da… indovinate… rullo di tamburi… datemi una D, datemi una O, datemi una R, datemi una I, datemi una N, datemi una O!
Dorino aveva l’aspetto di un criceto caduto in un tritacarne, era pieno di lividi e tagli, aveva le chiappe fumanti, e le sue penne di Aldo erano tutte storte e piegate; in più aveva il trucco tutto sbavato e i lucciconi agli occhi: insomma, una scena veramente patetica.
Il lupo gli si appolipò addosso, gettandogli le braccia al collo e singhiozzando sulla sua spalla con voce rotta: “Ashyyy… aiuto… ho incontrato della gente che faceva… Quelle Cose sigh sob… E poi c’era una signorina vestita da Cappuccetto Rosso che mi aveva promesso di accompagnarmi a casa dalla nonna, invece c’era il cacciatore che mi ha detto che ero un licantropo cattivo e mi voleva fare la festa. Dimmi che non sono cattivo, ti prego. Dimmi che sono etero! Soooobb… se mi fai fare l’attivo ti faccio un pompino, promesso”. Si rimise poi alternativamente a piangere e a palpare.
Asher levò gli occhi al cielo, chiedendosi per un momento quando la sua vita era diventata così demenziale, poi diede un’occhiata a Jean-Claude, che comprese la situazione al volo e gli urlò sbavando “Tranqui, stallò! Ollellèè ollallààà faccelo vedè faccelo toccà!”
Al che si rassegnò: ficcò la testa di Dorino in un abbeveratoio pieno di vodka per svegliarlo e gli schiantò un canino nella giugulare per tirarsi su, prima di procedere.
E dopo lunghe ore tutti andarono a dormire felici, sazi e ben contenti di essere andati alla festa invece di restare a casa a tagliarsi.

Au revoir

Parodia di No rest for the wicked di Morgana71, scritta insieme a Ricciolineri. Non c'è scopo di lucro. I nomi di alcuni personaggi appartengono a Laurell Hamilton. Vari tratti di ambientazione appartengono alla Whitewolf. I personaggi originali appartengono a Morgana.

mercoledì 11 gennaio 2012

Capitolo 37 - Sei tutto un bollore? Nutri l'ardore!


Riassunto delle puntate precedenti: Può, in una qualsiasi soap opera di infimo livello, mancare la puntata di Natale? Poichè gli orrori non si negano a nessuno volemose bene, in colpevole ritardo rispetto ai palinsesti correnti, con un capitolo natalizio di tutto rispetto. Perchè anche i vampiri festeggiano e quando lo fanno, bè, LO FANNO, ovviamente...

Colonna sonora: Feed the world by Band Aid
“Ke fiiiigo ke sei!!!”
“Guarda, Jean Claude, sono già abbastanza incazzato così senza che ti ci metti pure tu a sfottere, questo abito è osceno”.
“Osceno, addirittura… Osceno eri a quella festa country dove hai messo solo i chaps da cowboy senza sotto i pantaloni. Osceno eri a quella festa salutista dove ti sei presentato con un finocchio tu-sai-dove e una carota legata a tu-sai-cosa e dei ravanelli come orecchini. Osceno eri nella tua fase Lady Gaga quando ti sei vestito da Un profilattico guardandosi allo specchio: che cazzo mi metto oggi? Per non parlare di quando…”
“Sì, penso sia sufficientemente chiaro. Adesso però stai zitto che se mi fai agitare mi sbavo l’eyeliner”.
I due vampiri si stavano preparando per il grande avvenimento, ed erano isterici perchè avevano voglia di una cena di Natale coi parenti più o meno quanto Napolitano ha voglia di una notte d’amore con Berlusconi. In effetti erano vestiti in modo francamente disgustoso: sembrava che, per quella sera, Belle si fosse incapricciata a volere i suoi vampiri particolarmente in tema, come se fosse ancora più drogata del solito. Così, per Asher aveva scelto un abito da Befana, un kilt con la minigonna in velluto scozzese cremisi e la parte sfregiata ricoperta d’intarsi color oro da bigiotteria economica, con un sacco di rete nera pieno di carbone abbinato; completavano l’insieme un paio di babbucce spelacchiate dall’aria comoda. Jean Claude invece era vestito da Babbo Natale, con un gilet di pelliccia bianca, un tanga rosso con un piccolo abete decorato copri-pene e stivali inguinali Chanel uniti a un grazioso cappello con pon pon.
Ci avevano messo un paio di giorni a prepararsi per bene: non solo bagni faraonici, ma fanghi, ceretta, creme, massaggi, irrigazione del colon e capelli stirati, più naturalmente la preparazione psicologica a base di training autogeno, apnea, coccole e petting.
In realtà tutto ciò che avevano ottenuto era di essere figosi ma ancora più isterici. Sì, forse raccontarsi vecchie storie di tortura non era stata un’idea geniale… Certo comunque l’occasione era effettivamente importante: sarebbe stata la prima volta, dopo secoli, e non tanto per dire, in cui sarebbero apparsi in pubblico di nuovo insieme, uniti di fronte alla comunità dei vampiri, al sindaco, ai consiglieri, alle scuole in gita, ai lettori, alle autrici porche, e al mondo tutto. WOW.
Ci sarebbero stati il Viaggiatore e Balthasar, dato che, come forse ricorderete, abitavano lì; si vociferava sull‟arrivo di Dragon, eventualità alquanto improbabile perchè è un personaggio inesistente e nessuno l’ha mai visto nè si sa da dove sia saltato fuori questo ennesimo tizio banale “oddio il consigliere cinese sai come si chiama??? Drago! Noooooo, non mi diiiiireeeeee”; anche Mortino era stato invitato, per dovere, data la tregua per le festicciole rituali.
Dopo essersi tagliati un po’, ascoltato canzoni di Adele e Jared Leto, e guardato Titanic per immergersi nell’atmosfera natalizia, i due vampiri si sentivano proprio pronti al suicidio.
“Pensa, la nostra July avrebbe voluto andare a messa a cantare Adeste fideles”.
“Uhm… l’idea di una festa orgiastica piena di cocaina, puttane e cani di razza mi sembra più eccitante di attimo in attimo”.
E adesso erano pronti, mentre ammiravano le loro figure splendenti e sontuose come non si vedevano da tempo. Eppure si sentivano ridicoli, e con ragione dato che erano vestiti come dei coglioni, e se la menavano per un sacco di ragioni esistenti solo nei loro cervelli.
Asher era inviperito perchè pensava che Belle volesse solo sfotterlo senza prenderlo per il culo e fargli fare la vittima: certo, la paranoia scorreva potente in lui, ma dati i trascorsi era in parte giustificabile; Jean Claude invece già si pregustava il cenone dopo mesi di dieta, ma la sua delicata sessualità di anima afflitta tremava di pudore virginale al solo pensiero della sordida depravazione dell’essere un vampiro policentenario ninfomane.
Nota per i lettori: ci rendiamo conto del fatto che Morgana71 sul finire di questa fan fiction si sia data ad attacchi di castità sconsiderata e abbia attaccato lo stinco del santo ai suoi poveri protagonisti. Vi preghiamo di perdonare gli eventuali disagi, e vi assicuriamo che sono stati compiuti test adeguati su animali per verificare che il sesso privo di mazze chiodate non sia così traumatico come lo dipingono.
Vi avvertiamo inoltre che sono pienamente normali reazioni come “Matòòòòò che palle, ma che è, e annate a ‘sta festa e magnatevi due tartine, na bira e un calippo e vedrete che quando state ciucchi stesi olè poi vi divertite”. Che veramente, cioè, fossero gli unici coi parenti serpenti che s’annoiano a Natale… è veramente plausibile tutto questo “Ah no, io non scopo, mai fatto, i party estremi sono così out per me che sono un noto lord inglese puritano e raffinato, vorrei tanto potermi ritirare in convento ma è tutta colpa di Belle che è malvagia e le piace guardare i bei giovani centenari depravati che fanno sesso gay peccaminoso, che strooonza, guarda fosse per me niente regali solo donazioni in beneficienza e cenone vegetariano, che ipocrisia questo consumismo sfrenato e capitalista, io ooodio fare la puttana però mi piace troieggiare. Ah e anche farmi frustare e poi essere fottuto più grosso e più forte. Ah e guardare film porno. Ah e leggere fan fiction yaoi sui Cavalieri dello zodiaco e Star trek”? Ma mi facci il piaceeere…
Ma andiamo avanti ed entriamo nel salone…
L’impatto iniziale fu come una bomba esplosa al centro della stanza. Letteralmente, perchè qualcuno già sbronzo fece esplodere anzitempo uno di quei botti napoletani fichissimi che quest’anno si chiamano Spread e ammazzano in un raggio di duecento metri come un missile.
Il vocio strepitante (piuttosto normale ad un party affollato) si spense nel preciso istante in cui misero piede nell’immensa sala e il ciambellano fece risuonare la sua vocetta carezzevole per presentare cotanti ospiti; poi tutti si rimisero a spettegolare, chi dei cazzi propri chi dei nostri eroi. C’erano anche gli attori sopravvissuti di Jean Claude, quasi tutti in catene tenuti al guinzaglio da Cinzia, che applaudirono e fischiarono e schiamazzarono da oche babbane eccitate quali erano all’indirizzo del loro boss e probabilmente dei suoi vestiti osceni.
I due vampiri si presero per la manina e avanzarono saltellando tra ali di folla osannante finchè non giunsero di fronte a Belle e il resto dei consiglieri, riuniti in gruppo a confabulare come vecchi compagni di merende.
Esauriti i Ciao-Ciao, Ci diamo due o tre bacini?, Ma come sei cresciuto belè, Stretta di palle della confraternita omega con iota sottoscritta e altri saluti di rito, Jean Claude e Asher sgattaiolarono quatti quatti alle spalle di Dorino per fargli il gioco giocone di coprire gli occhi e chiedere Indovina chi è. Dorino ci mise alcuni minuti a indovinare, ma alla fine una bella sniffata del profumo alla Violetta morta di tifo gli risolse il problema.
Dorino prima di essere importunato stava guardando a bocca aperta le decorazioni, le lucine colorate e i bei vestiti delle signore, accantonando gli insegnamenti comunisti di una vita secondo i quali il vero pezzente deve guardare con sprezzo alla pochezza della vita capitalista, ricca e oscena mentre in realtà solo l’idea di avere un vestitino di velluto con le perline lo fa venire nelle mutande.
“E’ la festa più assurda a cui abbia mai assistito.” Affermò con aria spocchiosa girandosi verso i due vampiri.
“Immagino che, per la tua gente, un tale sfarzo per una celebrazione religiosa sia un sacrilegio.”
“In realtà no, le feste dei Palleblu sono note anche ai cattolici locali come il massimo del kitch inimitabile. Ci ubriachiamo per giorni e giorni ballando nudi attorno al fuoco e cantando Osterie il più volgari possibili, dopo esserci procurati i soldi rubando i bufalini salvadanaio dei nostri bambini. Un party Palleblu è considerato malriuscito e malaugurante se non ci sono almeno tre morti”.
“E allora che cazzo rompi?”
“Noi ci accoppiamo eterosessualmente e siamo più ecosostenibili!”
“Ahhh… ora è chiaro… Ora fai il bravo e saluta, cane!”
“Arf arf!!” Dorino si lanciò in ginocchio e ficcò con entusiasmo il naso nell’inguine del suo Master, per poi pensarci un po’ su e farlo anche con Asher, il quale poverino non era molto sicuro se esserne felice o meno e ricambiò con una piccola pacca sulla testa.
Prendiamoci anche un momento per parlare per venti righe del vestito di Dorino. Che sarebbe meglio chiamare la vernice di Dorino. Il lupo era infatti laccato abilmente in posti strategici di rosso e oro e verde, e portava inoltre tante belle collanine colorate da vucumprà, un berretto da elfo e le piume strappate ad Aldo il pappagallo, rituali della sua civiltà inferiore, nel culo. Per fortuna era un bel tocco di manzo, e quindi gli si perdonano tante cose.
A un certo punto le chiacchiere da portinaie di paese vennero interrotte da un maggiordomo che annunciava la cena, episodio divertente perchè i vampiri spiavano gli umani come avvoltoi sbavando, dandogli leccatine e aggiustandoli di sale nella pregustazione o convincendoli a provare piatti che li insaporissero diversamente.
Ovviamente la cena non era composta da spaghetti aglio e olio, ma essendo un banchetto offerto da un’ospite prestigiosa era cucinato da chef Ramsay e Antonella Clerici.
Ora l’originale vi offrirebbe un caso di stato su una questione molto semplice: i tre aspettano un po’ guardandosi attorno e montandosi la paranoia a vicenda, poi Belle chiama i suoi vampz. Non vi sembra logico? No, dobbiamo aggiungere che il sorriso con cui la Boss li chiama è agghiacciante e che l’apprensione dilaga e che i ragazzi si stringono vicini vicini per farsi delle coccoline consolatorie. Evabbè, d’altra parte c’è anche chi crede che il petting sia un pettine cinese e che uno zombi ebreo cosmico che è il suo stesso padre può farti vivere per sempre se mangi la sua carne e gli dici telepaticamente che lo accetti come tuo maestro, così lui può rimuovere una forza demoniaca che è presente in tutta l’umanità perchè un serpente parlante ha convinto una donna-costola a mangiare un frutto da un albero magico.
Sì... ha senso!
“Dorino, adesso vai a giocare coi tuoi amichetti e mollaci un po’, che i grandi hanno da fare” ordinò Jean Claude in preardeur.
“Gno gno gno voio stare con voi!”
“Sì, ma noi non ti vogliamo tra le palle” gli spiegò Asher.
“Non far piangere il bambino, Asher! No, tesoro, vai che ora tagliano la torta.”
“E non è neanche il caso che tu guardi un po’ di vampiri che ci ficcano la scopa da befana nel culo”.
“Ma io volevo partecipare all’orgia!”
“Puoi iniziare a farla con gli altri lupacchiotti, passare dall’eterosessualità al felching decomposto non è poi sta gran figata”.
“Vabbè, ci annusiamo dopo”.
Jean Claude prese Asher per mano e si addentrarono insieme tra la folla che li palpava e li incitava, sculettando, lanciando baci, stringendo mani ecc, tutto accompagnato da una bella musichetta da film porno.
Una grande esplosione segnalò l’inizio del conto alla rovescia, e allo scoccare del gong di mezzanotte un tripudio di applausi salutò la rituale offerta del neonato in pasto al bue e alla manticora, secondo la nota tradizione cristiana. Così potè partire la festa anche per i vampiri, che si affrettarono ad azzannare a destra e a manca.
Una rissa si scatenò per l’onore di servire Asher e Jean Claude, vinta giustamente da Cinzia con uno spettacolare gancio sinistro in faccia a Cespuglio, che cadde a terra come morto, subito calpestato da alcuni rimpiazzi vogliosi.
Belle li lasciò mangiare indulgente, prima di far volare un po’ di peoni per fare spazio. “Ragaaaaaaaazzzi, kome siete kariiiiini staseeeee”.
La Master era sbronza come una foca monaca impanata, e deliziosa nel suo costumino da Madonna, azzurro col velo e spacco inguinale tattico. “Allloooora, siete contenti?”
“Sììì, bello da dioooo!!!” Rispose Jean Claude che iniziava a sentire parecchio gli effetti del potere.
“Oh, sciocchino, lo so che mi prendi in giro, sei tanto simpatico quando sei strafatto di colla nel sacchetto. E tu Ashy amore?”
Ringalluzzito dall’essere chiamato amore, Asher sfoderò il suo sguardo gelido più sexy e una voce calda ed errotica come una notte d’estate a Malibu. “Bella festa… femmina”.
La Master sorrise compiaciuta. “Grazzzzie, anche tu non sei male, ho studiato apposta il tuo vestito per farti fare figo”. E poi, inaspettatamente, gli saltò addosso e gli infilò tre metri di lingua nell’esofago, mugolando felice cose tipo Buon Natale amore, Ti ho sempre amato in fondo-molto-in-fondo, Guardarti tutti questi mesi in tv mi ha fatto risalire l’ormonella per quanto sei un vero uomo. Successivamente lo sbattè seduto sul trono per fargli un pompino e poi cavalcarlo impetuosamente e farsi mordere come una vacca felice, mentre Jean Claude li guardava facendosi una sega e tossicchiando a tratti per farsi invitare dai due che lo ignoravano completamente.
Molto dopo Asher si allontanò spettinato, discinto e con un sorriso a quarantotto canini, diretto verso un drink e una siga, blaterando di gran regali e mollando una bella pacca sul culo di Jean Claude, che gli sillabava “Non lasciarmi” conditi di labbruzzo tremulo, per spedirlo verso una Belle in versione felice e spaparanzata a farsi una pista per ripigliarsi, che la festa era appena cominciata…
Asher era ormai abbastanza rilassato e fatto da lanciarsi nella mischia, bevendo, divertendosi, chiacchierando un po’ in giro e dando una bottarella amichevole e sexy a tutti quelli che gli saltarono addosso, tra cui naturalmente molti degli attori che già lo conoscevano, più quelli che lo avevano soltanto sentito nominare; le petit notaio sottomesso che, a quanto pareva, non aveva mai dimenticato la sua intrusione notturna (sì, in originale c’è scritto davvero intrusione notturna, e mi pare proprio che sia innegabilmente un doppio senso); per finire in un trenino conga con l’intero branco di lupi, ad eccezione di Dorino che si era imboscato o nascosto alla fine del banchetto. A un certo punto fecero anche un’ammucchiata “Tutti sul divano”, e Jean Claude, compiaciuto, gli mandò un bacino da lontano per complimentarsi.
A un certo punto però Asher si rese conto di un certo languorino intensificato, e chiaramente il termostato era saltato perchè in sala c’erano almeno 40 gradi e i fiumi di assenzio sobbollivano come un brodino di pollo.
Una musichetta d’effetto, a metà fra Le streghe di Gabri Ponte e The final countdown, accompagnò l’abbassarsi sexy delle luci, finchè ad un tratto un grande faro scintilloso illuminò Belle e Jean Claude aggrovigliati per terra. Ci volle Musette a punzecchiarli rumorosamente per riuscire a staccarli, ma la Master si ripigliò in fretta, sistemò gonna e acconciatura alla bell’e meglio, e rivolse un sorrisone smagliante al pubblico, invitando tutti a gioire e ad aprire le danze. Poi strattonò in piedi al suo fianco anche Jean Claude che cercava di svicolare, e gli diede sfacciatamente un gran pizzicotto nella chiappa (segretissimo metodo attiva-ardeur) mentre a sua volta liberava il potere della sua patata stregata. I loro demoni esplosero in un tripudio di scintilline, il pelo crebbe e i vestiti si ritrassero spaventati: i fuochi d’artificio potevano cominciare!
Bunga bunga con Belle, bunga bunga con Gegè, se non stai attento vai in torpore per colpa dell’ardoreeeee!!!

Au revoir

Parodia di No rest for the wicked di Morgana71, scritta insieme a Ricciolineri. Non c'è scopo di lucro. I nomi di alcuni personaggi appartengono a Laurell Hamilton. Vari tratti di ambientazione appartengono alla Whitewolf. I personaggi originali appartengono a Morgana.

domenica 1 gennaio 2012

Da voodoo, mon!

All'ultimo minuto offro a tutti voi il mio più allucinato e apotropaico lupo da imboccare per un anno Maya il meno doloroso possibile. Diamoci dunque al pensiero magico e alla scaramanzia applicata, che non ci vuol niente e al massimo funziona, eccheccazzo.
Comunque a me i fuochi d'artificio piacciono. Sono così colorati e con le scintille. Sì, mi diverto con poco, che ve lo dico a fare? Non apprezzo al contrario i cosi che esplodono e basta, solo col rumore, senza far crollare neanche una misera casetta... sui tizi che si fanno saltare un po' di arti e/o cranii ho un'opinione semplice: uno di meno. Cioè, io non so giocare con la dinamite, sono pure un po' impedita, e mica mi faccio la santabarbara da nave pirata in salotto, se lo fai ovviamente è a rischio e pericolo di incontrare Ciao Darwin. Personalmente mi limito a guardare le lucine da fuori e sono molto felice.
Ricordiamo in questa occasione anche il mistico POLPO PAUL, il pesce che ha beccato in anticipo tutti risultati dell'ultimo mondiale di calcio. Un sacco di gente è rimasta completamente fleshata nel cervello da questa cosa, e se un polipo (un arnese che per definizione è buono cotto con olio limone prezzemolo e magari pasta e con o senza altri frutti di mare) può decidere il destino dei pallonatori chissà cosa può succedere offrendo gustosi bambini in sacrificio a un lupo o a un'orda di gatti neri.
Probabilmente non accadrà nulla, ma almeno ho cominciato l'anno con un augurio malvagio o carino a seconda di chi guarda il suono di una mano solitaria che picchia un tronco in un bosco innevato. Ho concluso, Vostro Onore. Danny Crane.
In compenso se l'ottimismo vudù vince magari finisce davvero il mondo. E andiaaaamooo!
Au revoir

domenica 25 dicembre 2011

Capitolo 36 - Vuoi scartare il mio pacco?


Riassunto delle puntate precedenti: Belle è molto contenta dei suoi emoderivati e li ha premiati con diversi gadget e una sorpresa. La sorpresa però è piaciuta solo a Jean-Claude: una serata libera con rappresentazione, nel suo vecchio teatro, di una delle sue tragedie preferite, L'Otello. Il "suo" Otello invece, infastidito dalle attenzioni che la troupe giovvine e bbella aveva riservato al boss in disgrazia se ne era tornato a casa senza partecipare ai festeggiamenti post recita. Poco male. Quando Jean-Claude era tornato nel tugurio gli aveva fatto la festa lui. Pure con gli extra!!! Una volta tanto il nostro Asher ha gradito...

Colonna sonora: Last Christmas by Wham!
Asher aprì lentamente gli occhi…”QI formica…Gaaahhhh! Pompinooooo!”
Si era svegliato stranamente eccitato dal sonno diurno e grato che ai vampiri fosse risparmiato l’alito pesante perché si sentiva di averne combinate di cotte e di crude. Lo sentiva sulla sua pelle, calda come un wurstel appena rosolato, come un bratwurst con la pelle tesa fino a scoppiare, come un turgido wienerwurst, come -oddio, ma perché le uniche metafore che aveva in mente riguardavano wurstel? Doveva entrarci in qualche modo Jean-Claude, certamente dove c’era il suo zampino le salsicce piovevano come all’oktoberfest…
Il vampiro digrignò le zanne con tanta rabbia da rischiare la spuntatura: il pensiero di Jean aveva dato un senso a tutti gli indizi, pompino, notte brava, febbre suina, wurstel, come uno schema a punti unisci dall’1 al 27; il risultato, neanche a dirlo, fu un’incazzatura formato famiglia, soprattutto perché il posto letto accanto al suo era desolatamente vuoto e quindi quell’inondazione di collera non potè sfogarsi subito a suon di cazzotti e sganassoni e se erano sinonimi chi cazzo se ne fregava.
Non fece neanche in tempo a discuterne un po’ col suo alter ego immaginario, o a fare a coriandoli le lenzuola per stemperare un po’ l’astio, che la regina dei wurstel, cioè Jean-Claude, gli si catapultò in grembo riempiendogli le guance di bacetti umidi e le orecchie di gridolini inconsulti in cui Asher riuscì a discernere solo qualche parola: cose tipo fine, prigionia, Belle, culo. Oramai era bravo nelle sciarade e la vasta esperienza acquisita in quei …giorni…ehm…mesi? di prigionia gli consentirono di riempire i vuoti e ricostruire il discorso dell’amico: Belle avrebbe posto fine alla loro reclusione purché loro continuassero a dare via il culo. E non c’era bisogno di chiedere a chi!!!!
“Hai l’ardire di guardarmi in faccia ed essere felice?”
L’allegria di Jean-Claude non si smontò immediatamente.“Ma non hai capito quel che ti ho detto? Belle ha detto che presto saremo liberi!!!!” Del resto agli sguardi gelidi e al tono astioso ci si assuefa rapidamente.
“Certo che ho capito, e io ti ripeto: come osi venirmi a dire che devo continuare a farmi stuprare dai tuoi amichetti pervertiti con quel sorriso a 32 zanne?”
Stavolta la rabbia di Asher, solida e compatta come un muro di gomma, cominciò a smorzargli l’entusiasmo. “Bè, non è come se avessimo una scelta…e poi potrebbero tranquillamente continuare a violentarci in questa stanza! Se permetti preferisco essere stuprato con tutte le comodità.”
Asher lo fissò con sguardo gelido e anche un po’ schifato e anche un po’ attizzato. “Non cambierai mai, non è vero?”
“Certo che no!” Rispose l’altro abbracciandolo e facendogli i grattini. “E’ una parodia questa, mica James Joyce!!!”
Non gli disse però che i suoi monologhi stavano diventando più pesi di uno stream of consciousness.
E quel periodo, indubbiamente, fu palloso più dell’Ulysses: si stavano avvicinando al Natale, periodo nefasto per entrambi; si sa che gli emo durante le feste si suicidano e poi Jean-Claude doveva fare ancora tutti i regali e che cazzo non poteva ridursi all’ultimo momento! Ma soprattutto…Natale era la festa preferita della loro compianta Juli e questa era la prima volta che lo passavano insieme da quando era morta.
Il ricordo della donna era nell’aria, in ogni cosa che facevano e che pensavano: ah le risate quando avevano appeso insieme gli ornamenti sull’abete e questo si era incendiato perché aveva comprato delle croci…ah quando Belle si lamentava perché puzzavano dello zenzero e del panpepato con cui la loro piccola Julianne riempiva ogni angolo della casa…ah quando…oddio quegli orrori di berretti e sciarpe che si ostinava a sferruzzare non li rimpiangeva per nulla! Pungevano da matti e lo facevano sembrare un barbone…e se li doveva mettere per forza perché sennò la stronza teneva il muso e non gliela dava!!!!
Pensava a tutte queste cose, il nostro Jean-Claude, in una notte di fine novembre con la dura pioggia del tardi martedì che ticchettava insistente sul tetto, mentre Asher frignava come un disperato su una pagina della favola preferita della sua fu-serva umana: La principessa sul pisello.
“Lo so, Asher, lo so. Credi che io non ci pensi? Credi che non mi manchi?” In realtà stava praticamente parlando da solo in quanto l’amico non lo stava cagando di striscio.
“Allegria! E’ arrivata l’anima della festa!” La porta si era spalancata per rivelare il bel faccino blu del suo animale da chiamare. A dispetto delle parole scherzose, però, l’espressione su quel viso era più adatta a un corteo funebre.
“Oh Dori! Si può sapere che è successo? Vieni qui che ti tiro su il morale.” Lo chiamò Jean-Claude accogliendolo tra le sue braccia.
Asher lasciò cadere il libro e si voltò verso i due. Non potè fare a meno di notare quanto fossero simili. Certo, uno era blu e l’altro no, uno era alto e grosso e l’altro no, uno era liscio piastrato e l’altro no, uno era etero e l’altro…no? I due, dall’abbraccio affettuoso, erano passati agli slinguamenti profondi. Forse…dopotutto erano davvero simili e il blu della pelle di Dori faceva meravigliosamente pendant con gli occhi di Jean-Claude. Proprio vero che gli animali somigliavano al padrone.
“Buongiorno anche a te Dorino.”
“Oh ciao Asher! Vorrei poter slinguare anche te ma ultimamente ho già dato e la mia ipocrisia di eterosessuale omofobico ha ripreso il sopravvento.”
“Sopravvivrò. Che ci fai da queste parti?”
“Puoi cercare di convincermi se vuoi..."
Jean-Claude cominciò a sbuffare. "Si può sapere cosa c'è?"
"Sono qui per annunciarvi che Belle vi attende nei suoi appartamenti: adesso.”
Il volto di Asher si rabbuiò. “E se dicessi no grazie?”
“Non credo che un no sia previsto.” Sospirò Dorino. “Secondo me vi vuole invitare alla festa di Natale.”
Gli occhi di Jean-Claude cominciarono a luccicare come quelli di un bambino davanti a un cesto di gormiti. “Festa di Natale?”
“Già. Io sono obbligato a partecipare e solo Manitù sa quanto spesso mi si veda alle feste di voi pervertiti parvenu. Dovrò turarmi il naso e sforzarmi.”
Asher represse a fatica un sogghigno. “Più che turarti il naso ti consiglio di turarti altri orifizi, decisamente più in pericolo.”
“Ma è una festa di Natale!!!!”
“Appunto!” Continuò Asher. “Belle trova particolarmente eccitante scopare a Natale.”
Jean-Claude cominciò a ricordare i bei vecchi tempi con occhi sognanti. “Scartare cazzi sotto l’albero…”
“Squarciare gole davanti al caminetto acceso…”continuò Asher.
“Accendere candele profumate e infilarle in-“
Dorino aveva gli occhi sgranati per la sorpresa. “Mi state dicendo che trasformerà il tradizionale cenone di Natale in un orgia?”
“Proprio così.” Dissero in coro i due vampiri.
Dorino rimase in silenzio, poi scrollò le spalle. “Chissà…magari è comunque meglio che strafogarsi di piatti bisunti comprati alla gastronomia dell’esselunga e giocare a tombola coi fagioli…”
“Bravo!” Si complimentò Jean-Claude dandogli una pacca sul sedere. “Pensa positivo.”
Asher invece incrociò le braccia. “Comunque io non ci vado da Belle.”
“Ma si incazzerà!” Si lamentò l’altro.
“Digli che sono ancora svenuto per l’ardeur…magari ti ci scappa pure una sveltina…”
“Occhei.” Il vampiro gli prese il viso tra le mani e lo baciò al sangue tre minuti per lato. “Ahrrrrrrrrr!” Ruggì all’amico rimasto senza respiro. “Vado, faccio sfracelli e torno.” Poi si voltò e se ne andò, subito seguito dal mannaro.
Rimasto solo, Asher tornò a sedersi in poltrona. “Dov’ero rimasto? Ah sì!” Si disse il vampiro ricominciando a leggere. “…la mattina dopo le chiesero come aveva dormito. "Malissimo!", si lamentò la fanciulla, "non ho praticamente chiuso occhio per tutta la notte! Chissà cosa c'era in quel letto…” a quel punto chiuse nuovamente il libro, mentre una lacrima solcava sanguigna la sua guancia pallida. Rimase così, a fissare il vuoto, il tempo che scivolava via come sabbia portata dal vento. Quello era il pezzo preferito di Juli! Quante risate quando, tutti nel lettone, andava alla ricerca del pisello…
“ E ne trovava sempre uno!”
Asher si voltò al suono della voce Jean-Claude che gli accarezzava le orecchie. “Già fatto?”
L’amico si strinse nelle spalle. “Niente sveltina.”
“E allora cosa voleva Belle?”
Jean-Claude sprofondò il viso sul suo collo e sospirò, quasi infastidito. “Aveva ragione Dori: ci vuole al ricevimento della notte di Natale; sarà una notte speciale, ha detto, non una delle sue solite feste: pare che stavolta il palazzo sarà stracolmo di vampiri, licantropi e umani.”
“E che c’è di diverso dal solito?”
“Mio dio, Asher, trasformerà la notte più sacra dell’anno nella più grandiosa e oscena delle orge!”
“E che c’è di diverso dal solito?”
Jean-Claude sbuffò. “Oh, e che ne so! Forse parteciperà anche il papa stavolta…purchè non invitino Bocelli a cantare!!!” Poi indicò gli sfarzosi vestiti sul letto. “Ci ha persino fatto confezionare degli abiti apposta per l’occasione.”
Asher diede un’occhiata alle sete posate sulla coperta e sospirò.
“Rassegnati mon chardonnoret. Perchè noi pacatamente, serenamente, ci saremo.”
Gli occhi gelidi dell’altro mandarono un lampo. “Col cazzo!”
Jean-Claude fissò perplesso l’amico. “E con cosa sennò?”

Au revoir

Parodia di No rest for the wicked di Morgana71, scritta insieme a Ricciolineri. Non c'è scopo di lucro. I nomi di alcuni personaggi appartengono a Laurell Hamilton. Vari tratti di ambientazione appartengono alla Whitewolf. I personaggi originali appartengono a Morgana.