martedì 8 settembre 2009

Boni toni e stupidità umana ai matrimoni

L'abito da sposa è Valentini.

Spesso mi capita di dare almeno una scorsa, quando non di leggere, il forum di Lina Sotis sul Corriere online. La gentile signora si occupa di Bon ton, e ci sa piuttosto fare, ogni tanto c'ha qualche idea un po' troppo Ottocento sulla quale di solito penso che si possa dare un po' più retta al buon senso che al bon ton, e ogni tanto le risposte rimandano ad altre discussioni (per carità, giustamente), o dovrei concentrarmi più di quanto ne abbia voglia a cercare i post di altri, ma è uno spazio molto divertente e amichevole. Per farvi un esempio della personalità della tenutaria, ieri rispondeva in questi termini a un genio secondo cui una povera crista molestata da un vicino di casa in ascensore doveva prendere le scale che fa tanto bene: "Uè, testa di cazzo, a parte che l'ascensore non l'hanno pagato gli stronzi, ma almeno ti sei chiesto quanti piani possa avere la casa, o hai considerato che la povera crista possa dover fare la spesa di tanto in tanto? Figa l'è no scienza dei missili! Eccheccazzo!" (Dramatization).
Seguo 'sto forum per due motivi: A) le curiosità, come "il limone si strizza con le dita e non con la forchetta" oppure "i ricami dei cuscini ricamati da un solo lato vanno verso il basso" B) lo squarcio di varia umanità che parla di cose quotidiane, per il quale penso di avere un interesse professionale. Perchè non è come le lettere d'amore o queste porcate, che leggo per perversione di sapere quanto la gente è morbosa, ma dà un quadro più realistico. Per esempio, il mio uomo studia Scienze Politiche, gli piace moltissimo, e quindi si diletta a guardare politici che parlano, naturalmente senza credere a ciò che dicono, però gli piace e ne trae comunque conseguenze e spunti. A me evidentemente piace guardare cosa fanno le persone.
Ma allora, dove sta la parte divertente? Qualche giorno fa una tizia molto carina ed educata in organizzazione matrimonio ha chiesto consiglio su come fare, gentilmente, a non invitare i figli (specie piccoli) degli ma solo gli amici, in quanto per ragioni di budget stava organizzando una cosa intima e in uno spazio circoscritto. Ci sono state risposte varie, rimandi a discussioni precedenti, reazioni varie, pro e contro, ad es cercare di parlare con gli amici (che appunto dovrebbero essere una cerchia intima), oppure tagliare altre persone, insomma: la maggior parte sensati. Tranne uno, che mi ha colpito immensamente. Praticamente la produttrice di questa mia favorita replica ha fatto tutto un panegirico, credo per lei sentito, sincero e pieno di buoni sentimenti, oltre che razionale, secondo il quale non solo non invitare i figli è un'offesa mortale agli amici con chiaro sottinteso che i loro marmocchi sono stupidi, brutti e maleducati, ma un matrimonio senza bambini è anche una merda totale, una cosa senza gioia.
Ora, io mi chiedo, ma perchè deve esserci sempre la generalizzazione del Bene Supremo e della legge morale nel mio culo? Come si fa a essere così abissalmente stupidi?
Per esempio, il 30 agosto sono stata a un bellissimo e romanticissimo matrimonio in quel di Pistoia, riuscitissimo nonostante la presenza di almeno una decina di mocciosi: la cerimonia è avvenuta in comune (non venti minuti striminziti ma comunque meno di un'ora), gli sposi avevano invitato senza badare a spese circa 200 persone, e la cornice dell'occasione era una bella villa con tante stanzette oltre ai saloni, ampio giardino, e collinetta piena di ulivi e alberelli attorno. Orbene, chiaramente i pargoli hanno colonizzato gli esterni e dormito sui divanetti privati, si sono fatti i cazzi loro tutto il tempo del lunghissimo pranzo di ventimila ore, si sono probabilmente divertiti nonostante i vestiti da piccoli adulti che ti strangolano, nessun tavolo è stato rovesciato nè piede pestato, i genitori si sono goduti la festa, e sarààà sssempre pace, come direbbe l'amico imperatore Palpatine. Ho concluso, Vostro Onore. Danny Crane.
Cioè, intendo, come si può non capire che una cosa ad es con due ore di cerimonia in chiesa col parroco che ti conosce dal battesimo e si commuove a ricordare tutta la tua vita, il ristorantino piccolo nemmeno affittato tutto e magari chessò lo spettacolo degli spogliarellisti è una situazione diversa? Tra l'altro non solo gli sposi e gli altri ospiti sarebbero infastiditi da eventuali bambini, ma i bambini stessi si divertirebbero? No, Cristo, no, non si divertirebbero: e sfido qualsiasi ricerca a tappeto a dire il contrario. Inoltre posso parlare per esperienza personale: quando ancora non sapevo usare armi mi hanno fatto fare la damigella d'onore; non fu tragicissimo, ricordo un ristorante all'aperto, ma ricordo anche le ore di attesa per gli sposi che dovevano fare le foto, morendo di fame, e soprattutto una vecchia bastarda figlia di puttana spero morta tra atroci tormenti e finita all'inferno che all'uscita dalla chiesa spinse brutalmente me e mia sorella in un anfratto pieno di cacca di piccione per non perdere la prima fila nel lancio del riso.
In conclusione, non si può giustiziare tutti quelli che secondo me sono stupidi, a mia unica e sola discrezione? Giuro che sono piuttosto liberale, che comprendo l'esistenza di opinioni diverse e altre cose da Jedi senza palo nel culo! Anche 'na spirale per la mamma dei cretini mi andrebbe bene...
Au revoir

sabato 5 settembre 2009

Qui una volta c'erano solo campi... ora c'è la para!

Mia nonna Teresa si teneva attaccate alle gonne due carissime amiche, due sorelle di nome Cesarina e Mariuccia. La Cesarina era una vecchietta noiosa standard, penso non mi abbia mai detto niente di più di "Caaarrra belè ma ciao!". La Mariuccia invece era una tipa trendy, con i capelli gialli, e le piaceva raccontarmi le storiacce di quando era giovane lei, e andavano in balera e c'erano i soldati e c'erano le mezze stagioni. Ricordo molto bene, nonostante gli eoni passati, una sera in cui si mise a farmi la morale, sorridendo giuliva senza mascherare il suo divertimento nell'aggiornare la pargoletta mente; eravamo in auto e non potevo scappare, e lei mi spiegava quanto fossero fortunati i bambini di oggi, con tutti i loro giocattoli, mentre lei aveva visto la guerra, e la povertà, e il coprifuoco. Io la guardai demoniaca, e le risposi con suprema indifferenza "Mbè? Oggi c'è la droga, la televisione, e possono investirti in auto fuori da scuola". Ho concluso, Vostro Onore. Danny Crane. Non so se avevo già compiuto i 10 anni, non mi pare, comunque la Mariuccia rimase zitta e muta, e passò a parlar male dei tempi in modo più generale, plz thx gg.
Ero una mostruosa bambina precoce? Ci potete scommettere. Ero già pazza? Che ve lo dico a fare? Ciò che resta è che oggi ore 15.01 non riesco a pensare a nemmeno un mio amico che non sia di base un depresso cronico. Si salvano un paio di allegri maniaci e naturalmente quelli che non pensano. Forse la vedo così perchè sto ascoltando una delle due canzoni di Bryan Adams che sopporto (Please forgive me). Cosa ne devo dire? Posso blaterare anch'io sui modelli impossibili e sulla mancanza di futuro che non sia la rivoluzione o lo sterminio di massa proporzionale per aumentare le risorse globali per persona e sul mio terrore di vivere fino a cento anni senza il cervello ma col pannolone. Posso confessare momenti di debolezza in cui si desidera essere parte della massa, ridendo istericamente. Poi ci stupiamo di diventare tutti emi, anche chi avrebbe superato l'età kanonika (o emù, come dice Nonciclopedia, la foto dell'emù con la frangia blu sugli occhi mi ha cambiato la vita). Chissà se il giovane Holden lo leggono ancora, i giovani d'oggi. Godo di questa cosa? No, Signore e Signori, no, preferirei essere contenta anche quando penso.
Come sono adolescenziale ad arrabbiarmi mentre potrei con facilità entrare nel PD, ma non preoccupatevi, lo faccio solo per iscritto, poi nella vita vera me ne frego magno cum gaudio e sono attivamente avida, troia, e strenuamente difensora della mia proprietà privata. Certo appena mi danno il via macellerò branchi di umani succhiasangue, politici, stupidi vecchi e bambini con ancora più gioia.
Parentesi: io detesto i bambini. Odio il loro odore dolce, e i loro baci salivosi, e le loro voci a ultrasuoni, e il loro modo di correrti attorno sbavando. Non sopporto le fasce protette, o il dover sempre cedere uno status superiore come se avessero ragione a prescindere, nè i genitori che portano le belve al ristorante, e se mi metto a parlare del MOIGE potremmo andare sullo splatter. Non mi piaceva da piccola nè mi piace ora l'ipocrisia di chi strilla sui belli piccoli nelle culle, troppo spesso mostri tutti uguali senza capelli. Ci sono mocciosi che mi piacciono, per carità, e il mio desiderio di non avere figli è forse un residuo del Bene ancora dentro di me che mi spinge alla protezione degli indifesi, ma non riconosco nessun privilegio morale alla categoria. I piccoli incustoditi saranno mangiati!
Mi è stato chiesto cosa ne penso dell'ordinanza che impedisce di comprare alcolici ai minori di sedici anni nel comune di Milano. A parte le ovvie considerazioni pratiche, tipo che durerà un mese poi ci auguriamo che gli sbirri abbiano da fare qualcosa di più utile alla società, o tipo l'esistenza di motorini e altri comuni e addirittura di amici con la macchina, o l'opportunità che i genitori sappiano almeno il piatto preferito dei figli o che non spendano i milioni al gratta e vinci o che si mettano nel culo le loro frustrazioni prima di rompere i coglioni, o l'oggettiva difficoltà a distinguere un quindicenne da un sedicenne, questa notizia mi ha messo una voglia folle di ubriacarmi. Subito. E vi assicuro che io ho già dato, quando ero una sedicenne, non ho le voglie arretrate, anzi, andavo meglio a scuola quando mi sbronzavo tutti i giorni di prima mattina rispetto ad ora che non lo faccio più.
I mocciosi che bevono come i loro nonni a età da Barbie sono un problema? Cazzo, sì, ci sono le scimmie con le canne in mano a undic'anni. Vietare qualcosa a un adolescente con tanta prosopopea sul fare il suo bene-mi ringrazierai da grande-il vero sballo è dire no è mai nella storia servito a qualcosa? Facciamo le domande retoriche? Rispondiamoci anche, guardate: N O. Quando la mia sorella più piccola ha avuto una tredicina d'anni le ho spiegato come si fa a mettersi due dita in gola per vomitare se hai esagerato, dicendole che la cosa importante è conoscersi e non fare cose che non si vogliono fare. Mi sento oggettivamente figa per questo. Mi preoccuperei di più se la mia prole all'età giusta non si ubriacasse, significherebbe che o sono degli sfigati, o degli asociali, o molto tardi, o che hanno trovato qualcosa di peggio da fare, o che a quarant'anni tradiranno i partner con delle minorenni tirando di viagra.
Mi rendo conto di essere stata deprimente oggi. Sarà il caldo eccessivo, il peggiore del secolo. Comunque la mia morale è che non c'è una morale: che ci sono state cose buone prima e cose buone oggi, e viceserva. Tanto ormai avanti ci siamo andati. Piantatela di rompere i coglioni al prossimo con i vostri giusti e sbagliati, branchi di insoddisfatti e delusi incapaci! L'importante è perseverare sulle libertà civili, per il resto l'uomo è sempre stato un animale bastardo e amante del sangue, quindi che ve lo dico a fare?
Au revoir

martedì 18 agosto 2009

Che i vegliardi proibiscano i rave illegali!

Nessuno pensa ai bambiiini! Mamma li morti! E' nostro dovere proteggerci da noi stessi! Anche Linus si schiera contro i rave illegali, e spero tanto che l'abbia fatto solo per trasmettere il messaggio che fare i coglioni è immensamente ouuut.
Sentite, c'è qualcosa di più schifosamente demagogico, populista, ipocrita e stupido del proibire una cosa già illegale per dimostrare che tu, stronzo di un politico strafatto di coca, prendi a cuore la situazione e non resti indifferente davanti alla tragica giovane vita spezzata dei miei due? Fai pure lo spaccone ora che i soldi li hai rubati e la droga e le troie te le portano dirette in ufficio, con comodo, quando sollevi la tua cornetta a forma di vibratore e con nonchalanche chiedi "Ambrogio? Il solito", ma prego. Non sarebbe meglio credere nella selezione naturale della specie? Perchè, se devo essere proprio onesta, fatte salve le condoglianze di rito ai genitori che hanno dei figli così, perchè diavolo non posso fargli le congratulazioni, ai medesimi genitori, per essersi liberati dei suddetti figli? Perchè fanculo al politicamente corretto, se a 25 anni un idiota decerebrato e decorticato non sa o non si rende conto che disfarsi per dodic'ore di seguito sparandosi tutte le merdose pasticche di trementina concentrata che trova potrebbe far male, va il caso, allora mi dispiace tanto per la società e la famiglia, ma che questo demente crepi in pace senza possibilità di riprodursi mi sembra la soluzione migliore per un mondo migliore. E vedranno tutti che nella prossima reincarnazione sarà un bruco molto attento e responsabile e pieno di buoni sentimenti. Eccheccazzo! Ho concluso, Vostro Onore. Danny Crane.
Non cominciate a rompere: ho detto se non lo sa. Ormai anche a leggere i giornali per analfabeti ci trovi la gente morta, e a vent'anni le cellule cerebrali e gli strumenti da usare ce li hai, non puoi nasconderti dietro a un dito, quindi basta, cazzo. Che te lo dico a fare?
Certo, l'oppizione che va per la maggiore è che lo sai ma pensi che non succederà mai a te. E qui iniziamo con la sociologia. Perchè abbiamo il grave problema del maschio bianco ventenne, ovvero la razza che si sente più invincibile dell'universo. E vabbeeene, consideriamo che non si può spaccargli la testa a bastonate a tutti per dimostrare che il mondo è duro, cosa bisogna fare? Semplicemente piantarla di proteggere gli stupidi bambini e iniziare a sbattergli davanti a 13 anni le foto degli incidenti stradali e degli effetti della droga, facendogli gli elenchi dei loro compagni di scuola uguali a loro a cui è successo. Dopodichè ritorni al punto uno.
Va bene, ammetto che ci siano un sacco di gggiovani ignoranti e maleducati, e non so come la vedete voi, ma secondo me uno che ascolta la tecno e la house volontariamente per più di un'ora deve essere ucciso in modo possibilmente trucido. Però ci sono anche un sacco di posti dove non si fa nulla, e allora come puoi colpevolizzare un branco di poveri cristi che si organizzano un festone per i cavoli loro? Signori, io sto a Pavia: ventimila studenti, purtroppo per loro non votanti, e ci sono stati vecchi rompicoglioni che si sono lamentati preventivamente per un nuovo locale aperto vicino allo stadio. Lo stadio è praticamente fuori città, ci sono vicini solo capannoni e il poligono (ndr). Adesso, cazzo, se le vie di mezzo non esistono mi viene davvero voglia di andare a ballare e scopare e sballarmi come uno zombie per tre giorni, e poi magari anche di devastare tutto e picchiare vecchiette.
Vuoi educare un branco di ravisti, o ravari, o cmq tizi che fanno un rave? E' facile, li circondi con la cavalleria, gli tiri secchiate d'acqua gelata, li torturi finchè non sputano la droga e gli spacciatori (e gli spacciatori finchè non sputano i fornitori), e poi gli dici che o puliscono la zona e vanno a prendere il cappuccio e la brioche nei bar della tua città oppure pagano un miliooone di milioooni di multa e gli strappi il piercing all'ombelico (Dramatization). Costa troppo? Bè, diavolo, di adunate monster non so quante ce ne siano all'anno per chilometro quadrato, quindi un minimo di investimento sulla cosa si può anche farlo, dato anche il fatto che con un minimo di organizzazione puoi ottenere un ritorno economico per la tua zona (do you know... panini... parcheggi... camping... na gitarella sul lungomare per un paio di evoluti...?).
Eppoi c'è l'oppizione che ai vegliardi autoconservatori, quelli della generazione con l'LSD negli acquedotti che hanno costruito un grande e bel paese per viverci, per intenderci, piace bollare come "Che vadano a mundarìs, ai miei tempi si saltavano i fossi per il lungo". Ovvero il fatto che i ggiovani d'oggi abbiano bisogno quasi fisico di autodistruzione, e che mettano benissimo in conto quando bevono, e fumano, e si spanano il cervello tutta una notte in diiisco, e corrono in macchina come anatre senza testa, che possono morire, e forse è quello che in fondo in fondo desiderano.
Continua...
Au revoir

venerdì 14 agosto 2009

Trasporti

Domenica scorsa abbandonai la mia diletta e vacanzevole Creta per tornare ai nebbiosi lidi pavesi. Questa operazione prevedeva ultima giornata di mare, completa 11am-20pm causa sbattimento fuori da hotel Nancy alle 12 di sabato, doccia ore 20 in gentile camera cortesia, vagare per il mondo fino all' 1.40 di notte, quando un autista chiaramente ubriaco si è fatto inseguire per portarci all'areoporto. Il volodromo di Heraklion è piccolo, gradevole, e possiede bar/caffetteria/panini in numero di 3 (tre): due "fuori", al check in (uno solo bar, l'altro giornali, cose confezionate, acqua e bibite), e uno dentro, nell'area partenze, e alle 4 del mattino sono perfettamente funzionanti.
Parentesi: a Malpensa, da cui sono partita alle 23 del sabato prima presso il terminal 2 (quello grosso), ci sono aperti i luoghi di ristoro all'interno del terminal, ma purtroppo vicino ai gates ci sono soltanto 2 macchinette con bibite e merendine, presso le quali 1 mezza naturale costa... rullo di tamburi... sparate, via... provate a immaginare, secondo voi, quanto cazzo può costare una mezza naturale alla macchinetta alle 10 di
sera di sabato 1 agosto a Malpensa senza bar aperti, tra l'altro con parecchi aerei in partenza, tanto che abbiamo fatto ritardo per via delle piste e rotte intasate, ovviamente senza un cambiamonete, dai per curiosità cazzo, indovinate. Ebbene: 1,50 euro. Non sto nemmeno a ripeterlo. Ho concluso Vostro Onore, Danny Crane.
Ma comunque. Partii tristemente verso la fine delle vacanze, atterrando in Italia alle 5.30 del mattino, per precipitare nel baratro infernale del terrore e della morte muahahahahahahahahah. Per prima cosa scemo il pilota che è arrivato con venti minuti di anticipo, si può essere così incapaci? Restammo quindi sequestrati sul velivolo per giorni (fino alle 6.15) perchè gli autobus erano sul posto come soldatini, contrariamente alle scalette per scendere, per l'appunto disperse e introvabili. Ah, perchè non usammo gli scivoli d'emergenza? Sporchi, sudati, claustrofobizzati mostruosamente, stanchi, assonnati, rapiti, derubati, mutilati, decapitati (Dramatization ndr) sbarchiamo nel terminal tenendoci stretti gli zaini e lanciando occhiate assassine ad ogni possibile bieco ladro di bagagli e accarezzando i nostri piccoli cari macheti. Tralasciando le indicazioni inesistenti, avemmo il primo colpo di culo nel reperire un effettivamente comodo e funzionante e frequente shuttle per la Stazione di Milano. Ah, ma caro lo pagammo!
Ora, qualche anno fa mi sono trovata a frequentare molto spesso la stazione di Milano, che a parte l'affollamento e la criminalità era un posto molto chiaro: una groooosssa casa, entri dalla porta, a piano terra c'è la biglietteria, davanti a te c'è una groooosssa scala, sali la scala driiittta, al secondo piano ci sono i bar, l'edicola, e i trenini che partono con i loro piccoli teneri dolci binari. Sembra comodo, e lo è. Entri e vai dritto fino al tuo treno. Non è più così. Il Malpensa shuttle ti porta sul lato, il lato non ha l'ingresso, fai il giro del mondo, entri, c'è un dedalo di corridoi scarsamente illuminati che non portano da nessuna parte, dopo alcuni minuti troviamo la biglietteria, minuscola e col soffitto basso da ufficetto fumoso da allibratore di ottava categoria. La fila chiaramente esce dalla stanza, ci volgiamo alle macchinette: figata, ce ne sono tante tante. Ne funzionano 3 (tre). Ovviamente non con i contanti, con il bancomat. Va bene, compriamo il biglietto che ce la possiamo ancora fare, ma una volta bigliettati sorge la grande domanda: DOVE SONO I TRENI?? Giriamo su noi stessi su e giu attraverso strani rulli rotanti (cosììì Blade Runner) che ti fanno fare il tour dei corridoi misteriosi (Dramatization, ndr). Corriamo, corriamo con le nostre valige, ma il treno sta già partendo e ci fa ciao ciao con la manina. Va bene, il prossimo è alle 7.50, aspettiamo sti quaranta minuti, faremo colazione, così abbiamo da star seduti (con le valige, in piedi dalle 9 del giorno prima). Non l'avessimo mai detto, Cristo... I bar coi tavolini sono tutti chiusi e incerottati come se fossero stati teatro del giallo dell'estate. Vabbè, pigliamoci sta brioche (con mezzo ditale di crema, uffi, come se avesse a cuore la mia dieta di merda) e cerchiamoci da appoggiare il culo. Uo-uo-uo-uooooooo (musichetta della sconfitta, ndr). A Milano siamo tutti stupidi punkabbestia, perchè le panchine non esistono! Vabbbèèèène, è una drammatizzazione, una c'è, nello slargo dell'ultimo binario, ma una signora anziana apparentemente ci abita. No P A N C H I N A no party. A quel punto siamo alla risatina isterica, e troviamo nell'ordine: una cappella (chiusa, se no saremmo andati a sederci, chiusa con la catena), delle oscure e nebulose stanze nere sbarrate, una stazione dei carabinieri vuota e non aperta, un plastico della stazione (avete sentito bene Siore e Siori, un plastico bianchiccio 4X4), e un ufficio che si chiama Customer Care, eh, non siamo felici? Non è tutto quello che vorremmo in una cazzo di stazione di una cazzo di metropoli: una CAPPELLA e un PLASTICO oltre a una montagna di invisibili e labirintici negozi? Perchè mai volere delle panchine e un bar con le sedie? Scema io, come si dice. Per fortuna il Customer Care ci salverà la vita spiegandoci che non si può fare nulla. Viva lo zen! Viva la figa! In compenso però scoviamo una fontanella per bere, chiaramente facista come la stazione, e ci sovviene l'eterno Perchè gli italiani non fanno nulla se non c'è una dittatura a morderglielo nel culo? Il regionale è in orario, e molte sue porte sono rotte: oscillano tristemente nella nebbia, tra i grandi fiori bianchi della cicuta... si aprono, si chiudono, si aprono... Per metterci le mie due lire di politicamente scorretto quotidiano, ora ho capito perchè i terroristi si sono messi d'accordo assieme ai servizi segreti, tutti d'amore e d'accordo, per far saltare in aria le stazioni. Chiaramente non avevano trovato una panchina!
Ultimo avvertimento: sappiate che la domenica d'agosto alle 9 del mattino a Pavia i taxi non ci sono.
Au revoir

giovedì 13 agosto 2009

In una notte d'orrore, un bieco malandrino...


L'illuminismo è l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l'incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stessi è questa minorità se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! – è dunque il motto dell'illuminismo. Sennonché a questo illuminismo non occorre altro che la libertà, e la più inoffensiva di tutte le libertà, quella cioè di fare pubblico uso della propria ragione in tutti i campi. Ma io odo da tutte le parti gridare: — Non ragionate! — L'ufficiale dice: — Non ragionate, ma fate esercitazioni militari. — L'impiegato di finanza: — Non ragionate, ma pagate! — L'uomo di chiesa: — Non ragionate, ma credete
Non mi è mai piaciuto Immanuel, quello che scrive sui cioccolatini. Per carità, un coglione totale è fatto diverso, somiglia più a Sant'Agostino e a Mussolini, ma gli Dei mi scampino dall'avere mai la legge morale dentro di me, mi dà i brividi, quasi peggio dell'imperativo categorico. Inoltre era un pazzo furioso con la bava alla bocca che si svegliava sempre alla stessa ora (le 5 di mattina, ho concluso Vostro Onore, Danny Crane) e faceva sempre le stesse cose: persino quello di E' già ieri, che viveva sempre lo stesso giorno, aveva una vita più varia. E non fare mai niente di nuovo è il modo migliore di dire cagate.
Ma comunque, il bel riassuntino qua sopra è azzeccatissimo! Voglio dire, non pensare sembra una cosa brutta, non è così? L'Illuminismo può essere un po' noioso, come lo sono tutti i venditori di enciclopedie e i predicatori del bene, e a volte chi non vorrebbe essere un romantico strafatto di cioccolato che rotola frignando e dormicchiando sul divano mentre guarda medievali cartoni animati? Però sinceramente, obiettivamente, onestamente, pensavo fosse ormai nel fottuto 2009 scontato che Cristo santo, se non ci fosse stato l'Illuminismo avremmo davvero dovuto aspettare che i microonde ce li portassero gli alieni e che saremmo ancora a Vota per l'oscurantismo vota per l'impero, anzi non votare per niente che tanto non sei tu lo re. No?
Ordunque, la parola Bieco io l'ho imparata da piccola, con le storie del terrore che mi raccontava mia nonna Margherita, e ad ogni modo significa "Che esprime malvagità, dalle cattive intenzioni, torvo, truce, sinistro, malevolo".
E' vero, il geniaccio che ha detto quella pensata graziosa in realtà ha pronunciato "Il più bieco Illuminismo", riferendosi al lato oscuro dello Sforzo, quello che in effetti aveva colto come senza liberarsi delle pastoie tipo Chiese e terra piatta e dalli alla strega galleggiante non si sarebbe mai andati avanti. E questo celo concediamo, va bene, è stato travisato come il Silvio. Forse anch'io avrei approfittato della prima scusa per cacciare un po' di Gesuiti neri, però dai, è il tuo lavoro, ci sta dentro che difendi la causa.
Parentesi sulla causa: io sono pienamente d'accordo sul fatto che i prof di Religione partecipino agli scrutini, perchè in un curioso slancio di ottimismo considero come spesso la materia sia composta da dialogo e discussione su argomenti di attualità o di etica, cosa che mi sembra mettere il prof in un'ottima posizione per dire ai colleghi qualcosa di vario sull'alunno, sul modo in cui parla e reagisce e queste robe qua. Ma i crediti no, no, eh. Cultura una minchia, cultura. E' semplicemente un ricatto, dato che non c'è un'offerta alternativa o un obbligo, punto. Per non parlare di "Io ti dò un creditino se tu rinunci al preservativino e a Satanino e mi dici quello che voglio sentire sentirino". Col cazzo, amigos! Per non parlare di quanto possa essere sbagliato che faccia media il voto di una materia che non fanno tutti, e grazie agli Dei non è più obbligatoria per tutti, plz thx gg. Non mi pare così difficile legalmente, anzi, mi pare anche un po' scontato, se lo volete proprio sapè.

Ciononostante, l'accostamento nella stessa frase di Bieco e Illuminismo è una scelta talmente teatrale, iperbolica, trascendentale e delirante che non può non colpire. Non so, è come dire Porco Dante, Morte alla pila, o Ziiiii quanto mi eccita strappare le unghie a morsi ai bambini.

Cosa mi fa incazzare oltre all'oltraggio culturale, agli idioti quiescenti che non hanno un cazzo da fare in vacanza, allo Stato preso a calci in culo ecc? Che il nostro presidente del C. cercherà di scambiare il pat pat sulle sue baldracche contro cose come queste, o le donne, o la prossima minchiata medievale che venga in mente al prossimo mafioso di qualsiasi categoria.
Spero tanto che a nessuno gliene freghi nulla, un po' come della messa la domenica.
Au revoir