Ho ricevuto tanti commenti sul post "I vampiri sono tutti scemi". Vari esemplari si sono riconosciuti nella descrizione, quindi, zitti e muti, hanno biascicato "Gnegnegne" oppure "Ma tanto io sono uscito dal gruppo", et similia. Tutti hanno fatto i complimenti a Stige e alla sua intervista.
A quanto pare, però, ho terrorizzato le masse, e tutti mi hanno chiesto "Oddioooo ma siete davvero così pazze pazze pazze?"
La risposta è: "Maaaannnnooooooo!!"
Alla fine proprio per la varietà di persone siamo perfettamente uguali alla media della gente che si può trovare in giro. Anzi, almeno cerchiamo di fare qualcosa col cervello invece di brasarci, e alcuni di noi sviluppano addirittura abilità logiche e stilistiche. Pensate agli abitatori delle palestre e ai rot-tariani: mi direte cosa ne pensate, eccheccazzo! Quello che intendo è che qualsiasi attività peggiora alcuni lati-oscuri-target di noi, che ve lo dico a fare?
Certo, è possibile che si veda molto, perchè il gioco aiuta la messa in luce di certe angolazioni (non voglio parlare ora dell'uovo e della gallina, e di quanto sono malvagi i giochi di ruolo e i videogames per la Lega Vecchiette Spaventate dalla Società, ma posso farlo in modo anche serio, se necessario), ma a conoscerci siamo tutti simpaticissimi e carinissimi e dolcissimi e fisicatissimi e pieni di storie interessanti e dediti ad aiutare pampini in pericolo, e il mio precedente brano era forzosamente drammatizzato. Ho concluso, Vostro Onore. Danny Crane.
Non piangete, figli miei, abbiamo solo ricostruito la vostra realtà.
Au revoir
PS: Un giorno pubblicherò un X-file con nomi, cognomi, indirizzi e numeri di telefono! Così potete andare a beccarli a casa... Oppure potete venire a giocare a Vampiri da noi, vi piacerà!
venerdì 12 febbraio 2010
mercoledì 10 febbraio 2010
I vampiri sono tutti scemi
Questi vampiri sono di Victoria Frances, ma somigliano tanto ai nostri giocatori!Quest'oggi vorremmo occuparci della psicopatologia del vampiro e/o vampirofilo medio, con specifica attenzione dedicata all'ambito del gioco di ruolo. Ci avvarremo per la tenzone dell'aiuto di una guest star eccezionale: Stige, Master da quattro anni della Vecchia Cronaca di Vampiri The Masquerade live di Pavia. Mica pizza e fichi, eh! Non sto a ripetere le mie credenziali, che possono essere reperite in questo stesso sito in un'altro post di genere. Guardatela così: le riflessioni le ha messe lui, le cattiverie invece sono chiaramente opera mia!
Do per scontata una conoscenza preliminare di cosa sia un gioco di ruolo, o almeno la capacità di cercare su wikipedia una breve descrizione. Vi rimando invece alla saggezza di Nonciclopedia per una panoramica di Masquerade
http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Vampiri_La_Mascherata
per passare a illustrarvi la serata tipo, nella quale verrà successivamente inserito il Giocatore o Pg (personaggio giocante).
La nostra Cronaca conta al momento un numero di partecipanti oscillanti tra i quindici e i venti, e la cadenza dei ritrovi è di uno al mese, senza privarsi di cosiddette intersessioni organizzate in modo diretto tra Master e giocatore singolo o piccolo gruppo.
Occupiamoci per prima cosa dell'Elysium: come dicevamo, avviene un sabato al mese, talvolta preceduto da una cena rituale di socializzazione tribale. L'inizio è quasi sempre stabilito per le ore 21, e un bimbominkia di grado superiore (ovvero uno schiavo dotato però di un minimo sindacale di responsabilità) si occupa di essere in possesso delle chiavi e di far trovare la sala aperta. L'orario è determinato calcolando un tempo basilare per l'addobbo della sala e il trucco, e la speranza è sempre di mantenere basso questo intervallo preparatorio. La realizzazione ideale della serata prevede circa quattro ore di gioco, con poche interruzioni della recitazione (chiaro che ti puoi riposare i piedi e pisciare, ma non dovresti deconcentrare gli altri).
D: Egregio Master, le è mai capitato il Sabato Perfetto?
R: No, sigh.
D: Le va di descriverci una serata più statisticamente classica?
R: Il gioco inizia abbastanza bene, la recitazione viene solitamente mantenuta per il tempo necessario a discutere i problemi più urgenti e decidere come affrontarli (30 minuti circa) poi, a piccoli gruppi, i giocatori iniziano a commentare quello che hanno appena giocato.
D: Varie testimonianze ci riportano però ad un panorama orgiastico, dove il ritardo non permette mai di essere ready to go prima delle undici e i cazzi propri imperano, come anche il fuori gioco, lo spam, la gente con i piedi sul tavolo, le interruzioni per esprimere la propria indispensabile opinione, i pianti grechi di cuccioli che chiamano il Master a propria difesa contro i cativi. Barerie, ruberie, discussioni o litigi privati, omicidi fisici, metafisici e politici, sciacallaggio e uso di informazioni ottenute nei modi più biechi sono pure all'ordine del giorno almeno alla pari di tight poco stirati, nobili impomatati che si credono scaricatori di porto e invasioni di cavallette ed ex giocatori "Che volevano solo salutare". Le risulta?
R: Ehm... forse. Però non dimentichiamo i paccari più o meno dell'ultimo minuto, i pezzi di plasticaccia come unghie di Gangrel, le minacce e le contestazioni addirittura indirizzate al Master e l'immane quantità di smerigliatori di coglioni.
D: Sono confusa, il quadro è tragicomico. Ma allora questa pratica è divertente?
R: Il più delle volte.
D: Cosa intende?
R: Alla Serata Perfetta ci si può avvicinare, o almeno avere periodi lunghi e ben definiti di ottima operatività. Ma ovviamente per molti il divertimento non sta nel gioco in sè: se lo procurano piuttosto nel confronto giocatore contro giocatore invece che tra personaggi. Troppo spesso ci troviamo a dover ricordare che dovremmo essere in una sessione di Vampiri.
D: E questo non diminuisce il divertimento collettivo?
R: Bè, dipende dalla qualità del gossip.
D: E' così importante?
R: Insomma, forse non è parte del gioco, almeno per quanto riguarda i pettegolezzi più frequenti, anche se è di grande integrazione all'"ambiente". Un esempio di gossip vampirico stretto è "Tizio è un infiltrato del Sabbat"; un esempio lato "Oh bella ti ricordi quella volta che ho preso potence a 100 perchè il Giovanni che regala tutto l'ho fottuto da Dio fuorigioco?"
D: Ci faccia un brevissimo punto sulle giocate statiche, quelle, per ricordarlo agli extracomunitari, in cui non si realizza la sessione dal vivo, ma il Narratore complica la vita del Pg, che deve inventarsi qualche salto mortale. Sono più composte?
R: Dunque, di solito si risolvono in grandi bevute, corredate da tentativi di corruzione del Master con sesso e beni di varia natura, in cui si finisce spesso a parlare delle mezze stagioni e dei bei vecchi tempi, ricordati in modo diverso da ciascuno, beninteso: pensate al povero Master che, circondato, rammenta gli avvenimenti come si sono svolti realmente e resta imbarazzato dai pesci sempre più grossi; oppure i giocatori stessi muoiono orribilmente nei modi più barbarocamboleschi immaginabili, vivendo ogni tanto il magro successo di riportare a casa la pellaccia senza nessun reale guadagno, ma forse più sfogati.
D: Dunque qual è il responso? E' un bel gioco?
R: Sì, ma i vampiri sono stupidi e a volte se lo dimenticano. Ho concluso Vostro Onore. Danny Crane.
Interrompiamo per un attimo questo illuminante dibattito per addentrarci dunque più a fondo nella nostra torbida esperienza: assicurata la cornice, dobbiamo dipingere i protagonisti vivi!
Nella mia esperienza ormai decennale ho visto la varietà più assoluta di popolo: età dai quattordici agli over 50, camionisti, laureati, studenti, miliardari, impiegati, single, coppie, guardoni, madri e padri di famiglia, passanti casuali, fattoni vari, insegnanti elementari, e certo non possiamo dimenticare i cani e i F U R E T T I (Non è una Dramatization, nè un'eccezione, ripeto, NON è una Dramatization).
Le categorie nelle quali possiamo inquadrare le circa 150 anime (?) passate sotto i nostri ponti sono sostanzialmente tre:
1- I nerd: persone che adorano costruirsi vite finte e fare cose altrimenti inaccessibili, vuoi per ambientazione vuoi per capacità, e che lo fanno ossessivamente. Vantiamo registrazioni (che culo) di gente che sta male perchè non gioca da troppo tempo e rientra nel profilo di uno stalker (nei confronti del Master), oltre che spese telefoniche vicine al migliaio di euro mensili e episodi di scelta di contratti con operatori cellulari a tariffa flat (Dramatization?). Gran parte di questi individui, anche se, attenzione!, non tutti, provengono dall'esperienza del nerd-da-gdr-possibilmente-Dungeoni & Dragoni. Nel gioco privilegiano la trama, l'avventura e i superpoteri e passano il loro tempo a inventare piani secondo loro geniali, naturalmente dopo aver imparato a memoria tutti i manuali e le regole, per ignorarle meglio se intelligenti, per sbattertele in faccia se non hanno capito una minchia, ma ad ogni modo per scoprire sempre nuovi modi di gonfiare il proprio personaggio col minimo investimento, fino a giungere fino all'estrema perversione della STUV (Sessione Teorica Ufficiale di Vampiri), momento per analizzare paradossi del regolamento e per masturbarsi in cerchio con idee sempre più folli.
2- I protoemo-pseudogoth: persone che amano le atmosfere cupe, il dolore e i vestiti da sadomaso ottocentesco, le più simili ai vampiri veri dell'immaginario comune. Di solito hanno capelli lunghi neri o tinti, prediligono trucco pesante e delirano sul Corvo se rozzi, su Baudelaire se alfabetizzati. Proto sta a significare che esemplari simili esistevano anche dieci anni fa anche se non leggevano Twilight e non si chiamavano emo: in compenso si tagliavano lo stesso; pseudo si riferisce invece al fatto che non necessariamente il loro vizietto è globalmente percepibile, anche se frequente, e che spesso le pose non corrispondono a una vera fede nell'Oscurità. Questa è la categoria che incute più terrore alle Madri di Minorenni, nonostante alla resa dei conti siano tra i più innocui per la minore spendibilità del loro stile di vita e la transitorietà della tipologia di fascino. Naturalmente nel gioco si impegnano nella recitazione, e nelle ore di accanito dibattito sulla psicologia dei personaggi e dei rapporti umani, animali, sessuali, metafisici e mostruosi reciproci.
3- I devianti: persone poco inquadrabili in una sola categoria, folli di varia natura che trovano nel gioco sfoghi a necessità esotiche delle più disparate. Ricordiamo il desiderio di farsi nuovi amici, la parzialmente giustificata convinzione di trovare contatti più intellettuali, il puro trip per i vampiri e il sovrannaturale non accompagnato però da una riconoscibile degenerazione del comportamento, il bisogno di fuggire famiglie opprimenti, il tentativo di affinare ed esercitare alcune particolari abilità, la pura evasione ludica e lo schizzo di andare in giro in costume non solo a carnevale.
Naturalmente questi insiemi non sono affatto fissi, ed possibile ritrovarsi in più definizioni. Cosa accomuna quindi esemplari tanto teoricamente incompatibili? Innanzitutto i vampiri e la pazzia, cosa meno tautologica di quanto sembri, e una forte riflessione narcisistica.
Il live Vampiri permette in modo specifico di apparire a tutto tondo nei modi che più si sognano, fisicamente, psicologicamente e fuorigioco: intanto la possibilità di scegliere quale espressione del gioco privilegiare (se l'avventura o la recitazione ad esempio) favorisce la valorizzazione dei nostri lati migliori; in secondo luogo è solitamente più d'atmosfera rispetto al gioco da tavolo o anche a giochi dal vivo più d'azione, in quanto l'attività politica e di dialogo fa sì che ci siano meno interruzioni e meno "descrivo che faccio questa cosa", e questo secondo me lascia un'immagine molto più completa, romantica e "vera" del personaggio, che spesso diventa tutt'uno col suo attore; di certo poi la formazione, specialmente in una città piccola come Pavia, di una grande famiglia più o meno coesa nel tempo e negli affetti permette il tramandarsi delle leggende concernenti i vari eroi... le rimpatriate per raccontarsi le vecchie avventure sono regolari, e ogni volta il nostro personaggio indorerà di più la sua aura mistica, e ogni volta i nostri risultati verranno amplificati a formare una saga di sapore epico. L'apoteosi di questo sistema ha prodotto l'ineguagliabile Live dei 10 anni della Cronaca: sei master mitologici hanno gestito cento persone, la maggior parte delle quali nei panni dei propri personaggi storici finalmente assurti alla gloria del potere più alto che la trama consentisse. E finalmente tutti (o quasi) hanno vinto!
La struttura stessa del gioco, infine, prevede un sistema di status che annota l'importanza relativa dei ruoli nella cornice sociale: ecco, gli utenti tipo cercano di replicare tali schemi nella vita reale, ovvero nell'ambiente paravamp. Non ricalcando le trame attuali, ovviamente, ma imbastendo una serie di perversi intrighi e atroci figosità, accuratamente celate da un'elaborata Masquerade. I criteri sono vari: l'età e l'esperienza contano, se non altro per le influenze acquisite, salvo casi eccezionali di mostri cthuloidi raccapriccianti; l'intelligenza è sempre valida nel giuoco dell'Incularella; le donne hanno il naturale e, se posso permettermi, sacrosanto bonus razziale in un mondo infestato da verginelli in mal d'amore; la buona volontà e la disponibilità non ti rendono immune alle mazzate ma ti danno un tuo posticino in una stalla e gli avanzi della tavola buona ogni tanto. Purtroppo (muahahahah) ci sono anche gli scarti della società che arrivano a Vampiri già provati dalla loro pochezza, e restano a voltolarsi nei loro escrementi e occasionalmente si rendono necessarie pulizie pasquali volte a mantenere un minimo di umanità.
Qual è la strada più rapida? Chiaro: la misurazione reciproca e millimetrica dell'uccello. Pochi sfuggono al bisogno di incrociare la spada per dimostrare la propria dominanza, anzi, gran parte del divertimento si esprime nel Teorema della Quantità. Tutto ciò, attraverso suicidio in grandi avventure, azioni più mirabolanti, reperimento di appoggi, espansione della propria leggenda, battute di spirito che straccino il nemico, si palesa principalmente tra giocatori, sebbene alcuni sedicenti eletti si cimentino di tanto in tanto in sfide rivolte al Master, al fine di spacciargli per buone le proprie invenzioni deliranti sul futuro della vampiricità, senza capire che Egli non è mentecatto e non si abbassa al loro livello, nè che un decimo in più della loro attenzione se spesa verso la comunità migliorerebbe esponenzialmente il risultato globale. Come è naturale in un sistema tanto feroce, la paura ha la sua importanza: attenti alla vostra morbida giugulare, cari innocenti ingenui... se il premio in palio è l'autostima cercate di non farvela sbucciare pubblicamente da un artiglio dipinto a cuoricini. Altra infinita arena è quella della visibilità: essere bello bello bello in modo assurdo, o almeno figoso, ricevere l'approvazione dei tuoi alfa, fare qualcosa di ammirevole sono sempre robba buona; il circolo è però così vizioso che un'alta percentuale dei Pg, più o meno consciamente, prova piacere nel paccare per farsi chiamare, convincere, cercare, desiderare, pensare e leccare, persino dal Master, che di regola viene ricoperto di saliva e basta, e poi forse l'ingrato si degnerà di gratificare la plebe plaudente col magnanimo gesto, o perlomeno tenta di arrivare in ritardo per fare l'entrata scenica e farsi salutare da tutti: riprova di questo sta nel fatto che gli unici sempre presenti salvo intoppi verificabili e in orario sono alcuni sottomessi e, au contraire, l'unica persona davvero fuori dalle meschinerie perchè dotata di autorità assoluta in quanto fondatore della Cronaca.
Parentesi: io arrivo sempre in ritardo solo perchè sono stupida, giuro, in compenso difendo strenuamente la mia carica di opinionista guadagnata in anni di onorato servizio come assassina.
Si può restare fuori dal meccanismo? Ni. Il tuo valore segnerà sempre il tuo diritto alla vita e alla credibilità, ma ognuno ha i propri desideri: non tutti, per grazia degli Dei, si eccitano con i grossi peni nè quindi si sentono obbligati a esibire le loro dotazioni, non tutti vogliono essere lo Re ma possono puntare ad altri ruoli, addirittura c'è anche qualcuno di tranqui. Nessuno si salva però dalla misurazione dell'autostima: anche senza competizione tutti coloro che approdano alla Vecchia Cronaca vogliono come minimo spacciarsi per utili, oppure collezionare apprezzamento per una felicità più privata, al meglio essere amati.
I vampiri, che calpestino la terra o la carta, sono tutti schiavi della loro passione. Che ve lo dico a fare?
Au revoir
mercoledì 3 febbraio 2010
Il pernicioso Faccialibro
Per oggi tiro fuori un bell'argomento da quattro soldi, mi rendo conto che sia triviale e anche un po' ritrito, ma è una cosa che veramente non riesco più a sopportare, mi fa venire i fumi.
Qual è questo mio orrido problema? Facebook. O meglio, le reazioni scandalistiche e scandalizzate sul fenomeno che si trovano ovunque, dai bar ai forum ai graaandi giornalisti. Veramente, io non è che mi turbo molto per le minchiate della plebe, ma a volte ci sono degli accanimenti talmente deliranti da lasciare allibiti.
Più nello specifico, nell'ambito già di un ronzio di fondo globale su temi simili, le due ciliegine sulla torta sono state: A) un articolo sulla Repubblica in cui si parlava di quanto era bello andare a giocare a calcio insieme e comunicare a rutti e pacche sulle spalle da veri maschi sudati, e quanto Faccialibro ha rotto questa mistica e romantica magia B) una serie di commenti sul forum di Lina Sotis (quello di bon ton sul Corriere online) di proecontro, soprattutto contro e soprattutto contro-di-persone-che-non-hanno-mai-visto-quello-di-cui-parlano, in cui si evidenziavano alcune obiezioni piuttosto seriali e ripetute in vari modi da persone diverse.
Vi porgo quindi un simpatico elenco di deliri che mi hanno fatto improvvisamente fatto amare l'odiata tecnologia per paradossale ribellione contro la Sotuttologia dilagante:
Vediamolo.
1- Questa affermazione è così stupida che si può rispondere solo con: è utile.
2-Le e-mail servono per dire cose private a una persona particolare. Per le cose più rapide è comodo anche fb perchè la gente lo tiene spesso aperto per altre cose e quindi vede prima il messaggio, che ad ogni modo può benissimo essere privato e non pubblico.
3 e 4-Fb non è il regno dell'approfondimento e della svisceralità, rispetto a un forum si perde molto il filo, e il flame in cui la gente litiga per duemila botta e risposta su un argomento non è certo lo stesso, ma è molto comodo per la condivisione a molti e in modo immediato di informazioni, che possono essere scemenze ma anche fatti di attualità, articoli, libri ecc. E' un modo con cui si raggiungono molte persone, e il fatto che ci siano conoscenti comuni è utile per la "verifica" del contatto. Lo spunto poi lo si indaga meglio in altre sedi, anche se volendo trovare la persona giusta per discutere maggiormente fb è ottimo.
5, 6 e 7-E' invadente per la privacy dei deficienti: se non metti le impostazioni restrittive, se in compenso metti qualsiasi cosa, è chiaro che poi te la becchino. Probabilmente sei il tipo che si sputtana da solo anche dal vivo. Se ti contattano tizi che non vuoi risentire basta che pigi "Ignore" e spunti casellina per non permettere che se il cativo è amico di amici possa vedere le tue cose. Se è proprio cativocativocativo blocchi il contatto e lo segnali ai capi. Se sei così fuori che hai il trip dell'ex allora non uscire neanche di casa: potresti incontrarlo. Comunque certo, un po' di discrezione non è male, però se la CIA ti vuole schedare non è che non gliela fa, eh?
8-Di solito vedere gli amici degli amici è comodissimo per cercare gli altri tuoi amici, di solito.
9, 10 e 11-Dipende: se sei uno che cerca nuove conoscenze solo online ci saranno tutti i problemi del caso, perchè io concordo moltissimo sul fatto che se non c'è l'intenzione di vedersi, fare cose insieme e coltivarsi meglio non è per niente la stessa cosa di condividere idee o addirittura passioni. Io ho tra i contatti solo persone che conosco direttamente o almeno di vista/so da che "circolo" vengono, tranne uno col mio stesso cognome che mi ha chiesto molto gentilmente alcune informazioni. Che molta gente cerchi amicizie e amori virtuali a scapito di quelli vivi è un problema della nostra società? Certo, cazzo. Ma la colpa è della gallina o dell'uovo? Fb è un sintomo, non un'eziologia. E' la stessa differenza tra passare il capodanno guardando i fuochi d'artificio di Booty Bay in World of Warcraft perchè sei sfigato e non hai nemmeno una possibilità o farlo perchè ti fa cagare la festicciola obbligatoria e ne farai una più bella il 2.
Tra l'altro, tolti ovviamente i cretini, non mi risulta che gli utenti confondano gli amici-amici-amici con i contatti, "chiedere l'amicizia su Fb" è solo un termine, brutto finchè si vuole, ma se tu non ci sei mai stato e ti devi aggrappare al pelo nell'uovo allora sei tu ad essere morboso.
Per l'amore uguale: se tu sei così cippicippi che hai voglia di illuderti o così voglioso di fare cagate che ti fai prendere dai trip di essere più libero dietro lo schermo boh... arrangiati. Che te lo dico a fare?
12, 13 e 14- Che te lo dico a fare due: di nuovo, se le cose virtuali e quelle dal vivo diventano mutuamente esclusive il problema non è il mezzo, per quanto attraente e perditempo sia.
Cosa me ne frega di persone che non vedo da 20 anni e probabilmente continuerò a non rivedere nè saluterò nemmeno una volta pur su fb? Lo confesso: praticamente niente, ovvio. Perchè li prendo come amici? Perchè è come salutarli per strada, in più non rischi di sbagliarti con la faccia, e vieni a sapere qualcosa di loro, che magari ti fa piacere, magari è solo un pettegolezzo succoso. Ebbene sì, amo il gossip. Vi schederò tutttttttiiiii muahahahahahaah! (Ehm... Dramatization?) Tra l'altro io sono di Pavia, che è una piccola città bastardo posto: ci si conosce tutti lo stesso, passo su fb a guardare le ultime cazzate mentre faccio colazione e basta invece di sderenarmi all'ape del Safarà, senza esserne drogata e senza prenderlo per il sostituto di una cena da Giulio (ristorante) con le Cosmogirls. In più per i tuoi amici vivi è una figata: organizzi le cose tutti in stereo senza dover chiamare e richiamare la gente 14 volte per 1 cena, non parliamo dell'organizzazione di gruppi più ampi (mio esempio sono le serate di gioco di ruolo, ma qualunque hobby calza).
Tra l'altro si sottovaluta sempre quante cose al giorno d'oggi le persone medie, specie giovani, fanno su internet: condividerle direttamente nel loro formato è molto più comodo, ma non vuole certo dire che poi non hai altro da dire.
Si cerca sempre in compenso di fare le categorie... chi sarà peggio? Venghino venghino Siore e Siori, ecco a voi l'Adolescente bimbominkia alienato! Un bell'applauso ora per il/la Quarantenne single co.co.pro. che la batte anche a chi non respira! Come scordare il Sessantenne in crisi di mezz'età con tanta voglia di ributtarsi a pesce? Più gente entra più bestie si vedonooo. Senza fb questa gente non farebbe cagate e non sarebbe fuori dal mondo? Ma che ci stiamo a prendere per il culo? Intendiamoci, non sto dicend0 che il mondo di oggi non abbia strani rapporti mistico-erotici con l'etere, questo è palese, quello che nego è che automaticamente se usi fb sei una persona di merda, senza amici, asociale, alienata, stupida, superficiale e che non capisce niente della vita. Mi pare che ci siano delle vie di mezzo.
15-Se sei maniaco e metti tutto a cazzo, comprese foto in cui fai qualsiasi cosa ai confini della realtà sei un coglione. Se tu, scattatore di foto pervertito, metti un po' di foto belle per passarle in formato più comodo ai tuoi modelli hai la mia alta benedizione, vero Caleb?
16-Ahhh, i bei vecchi tempi, i giovani d'oggi, le mezze stagioni...
17-Bè, se un amico si comporta in modo scorretto è un conto, se trova bello fb magari è una cosa carina per lui invitare.
18-Ci sono tante belle cose nella vita fuori dal computer è una cosa da violini nel culo: chiaro che il mondo è fuori, ma magari passati i sollazzi isterici non hai più voglia di uscire tutte le sere, o non hai i soldi per 15 euro di aperitivo al giorno, o dopo che hai lavorato, studiato, pulito casa, pulito culi di figli, copulato 5 minuti col tuo partner ecc non hai magari sempre voglia fosse pure di un semplice caffè. Fb, skype ecc ti consentono di mantenere lo stesso più momenti di scambio con i tuoi amici, che magari sono lontani nel mondo o incasinati. Il problema penso nasca dalla frenesia del mondo odierno, che rispetto ai cari tempi andati è molto più confuso e rapido, e la comunicazione si è adeguata. Certo, se la cosa non è usata come opportunità ma come dipendenza e evasione totale dalla vita vera è patologico, guarda un po' che caso.
Il succhiamento di tempo è invece un effettivo rischio: se vuoi cazzeggiare e non fermarti fb è fantastico. Sicuramente senza non lo faremmo mai!
19-Sì, i videofonini, le piazze e i mariti idioti sono una piaga sociale. Grande novità del F U T U R O.
20-Questo è vero. L'internet è tutto pieno di spam.
21-Gli stupidi sono sempre stupidi.
22-Per fortuna che i genitori di oggi sono i migliori della storia.
23-Eh, sta gente col pisello piccolo, sarà il cibo spazzatura o l'inquinamento? Intendiamoci: io capisco che la moda, il tamtam, ecc ti possano spanare il cervello per farti sentire scemo se non sei connesso. E capisco anche come questo crei le squadre, che in Italia piacciono tanto, di innocentisti e colpevolisti. Io non credo affatto che fb sia obbligatorio, o che non potrei vivere senza, nè che sia il migliore dei mondi possibili: lo trovo solo carino per alcune cose, e trovo comodo che moltissimi miei conoscenti ce l'abbiano. Se non ti ci trovo mica smetto di parlarti, può piacere o non piacere il metodo, giuro. Siamo sempre lì... siamo uomini o topi?
24-Molti miei vicini di casa sono simpatici, ma S L M li vorrei tanto picchiare e imbavagliare. Conta se li saluto? E se gli chiedo amicizia su fb?
25-Non come quelle belle famiglie da cartolina anni '50, o quei fantastici matrimoni combinati così Ottocento, o le amicizie basate solidamente sull'LSD dei nostri padri.
Concludo, Vostro Onore. Danny Crane.
Io ho faccebuc. Buuuuh!! Lo uso con parsimonia, e ignoro brutalmente chi non conosco o mi sta sul cazzo, al massimo mando un messaggio dicendo "Scusi ma non accetto amicizie solo virtuali", dato che comunque la mia vita sociale e sessuale è abbastanza soddisfacente anche senza l'amico australiano. Ho i momenti più di trip (l'ultimo è stata la ricerca e condivisione di aforismi di Oscar Wilde e altri) e i momenti in cui non lo apro per settimane. Ci scrivo un cazzate divertenti o cose che mi fanno incazzare su cui ogni tanto qualcuno fa mente locale. Mi interesso blandamente degli altri e spio i cazzi loro. Mi organizzo con gli amici. Discuto con simpaticoni. Scopro cose nuove, mi informo. Guardo foto che via mail sarebbe troppo pesante passare. Non ci faccio sesso. Non ci vivo. Ci entro tutti i giorni ma quasi mai per lunghi periodi a meno che io non stia parlando con qualcuno o facendo test (i test sono un mio vizietto). A volte ne uso la chat. Ho una rubrica con metodo veloce di recupero persone in caso di necessità. Non ne sono schiava.
Come mi devo considerare secondo i benpensanti, scusate?
Au revoir
Qual è questo mio orrido problema? Facebook. O meglio, le reazioni scandalistiche e scandalizzate sul fenomeno che si trovano ovunque, dai bar ai forum ai graaandi giornalisti. Veramente, io non è che mi turbo molto per le minchiate della plebe, ma a volte ci sono degli accanimenti talmente deliranti da lasciare allibiti.
Più nello specifico, nell'ambito già di un ronzio di fondo globale su temi simili, le due ciliegine sulla torta sono state: A) un articolo sulla Repubblica in cui si parlava di quanto era bello andare a giocare a calcio insieme e comunicare a rutti e pacche sulle spalle da veri maschi sudati, e quanto Faccialibro ha rotto questa mistica e romantica magia B) una serie di commenti sul forum di Lina Sotis (quello di bon ton sul Corriere online) di proecontro, soprattutto contro e soprattutto contro-di-persone-che-non-hanno-mai-visto-quello-di-cui-parlano, in cui si evidenziavano alcune obiezioni piuttosto seriali e ripetute in vari modi da persone diverse.
Vi porgo quindi un simpatico elenco di deliri che mi hanno fatto improvvisamente fatto amare l'odiata tecnologia per paradossale ribellione contro la Sotuttologia dilagante:
- 1 E' inutile
- 2 Per i contatti personali ci sono le e-mail, sono più che adatte
- 3 Per discutere opinioni ci sono i forum
- 4 Non permette di approfondire
- 5 E' invadente per la privacy
- 6 Gli ex ti possono ribeccare
- 7 Tutti ti possono beccare
- 8 Si vedono gli amici degli amici
- 9 Non è vera amicizia perchè non si esce insieme, non si fanno cose, non si può veramente contare su quelle persone e non le conosci davvero perchè non puoi guardarle negli occhi
- 10 L'espressione "Chiedere amicizia" svilisce la sacralità della stessa, come si fa a considerare amico uno che hai aggiunto perchè amico di amici?
- 11 Fb svilisce anche l'amore perchè ci si illude più facilmente
- 12 Del resto cosa puoi dirti con persone che non vedi da quando avevi 8-10 anni?
- 13 Ci sarà un motivo se con qualcuno avevi smesso di sentirti
- 14 Ci si trova soli davanti a uno schermo e persone altrettanto sole, meglio i rapporti umani veri "vecchia maniera"
- 15 Appendere foto è male
- 16 E' troppo moderno e comunque è una cosa da ragazzetti
- 17 Alcuni amici cercati in altri modi si fanno sentire attraverso fb e sono quindi cattivi
- 18 Fa perdere troppo tempo: meglio usarlo per qualcosa di non virtuale, ci sono tante belle cose nella vita
- 19 Mi ha rovinato la vita perchè ci ho beccato mio marito a cornificarmi
- 20 E' pieno di spam e cazzate
- 21 Poi gli stupidi che ci cascano si lamentano perchè gli succedono brutte cose
- 22 I pedofili ci sguazzano
- 23 E' solo una moda per vantarsi di avere 6000 amici
- 24 Poi non saluti più il vicino di casa
- 25 I rapporti di oggi sono tutta apparenza e niente sostanza
Vediamolo.
1- Questa affermazione è così stupida che si può rispondere solo con: è utile.
2-Le e-mail servono per dire cose private a una persona particolare. Per le cose più rapide è comodo anche fb perchè la gente lo tiene spesso aperto per altre cose e quindi vede prima il messaggio, che ad ogni modo può benissimo essere privato e non pubblico.
3 e 4-Fb non è il regno dell'approfondimento e della svisceralità, rispetto a un forum si perde molto il filo, e il flame in cui la gente litiga per duemila botta e risposta su un argomento non è certo lo stesso, ma è molto comodo per la condivisione a molti e in modo immediato di informazioni, che possono essere scemenze ma anche fatti di attualità, articoli, libri ecc. E' un modo con cui si raggiungono molte persone, e il fatto che ci siano conoscenti comuni è utile per la "verifica" del contatto. Lo spunto poi lo si indaga meglio in altre sedi, anche se volendo trovare la persona giusta per discutere maggiormente fb è ottimo.
5, 6 e 7-E' invadente per la privacy dei deficienti: se non metti le impostazioni restrittive, se in compenso metti qualsiasi cosa, è chiaro che poi te la becchino. Probabilmente sei il tipo che si sputtana da solo anche dal vivo. Se ti contattano tizi che non vuoi risentire basta che pigi "Ignore" e spunti casellina per non permettere che se il cativo è amico di amici possa vedere le tue cose. Se è proprio cativocativocativo blocchi il contatto e lo segnali ai capi. Se sei così fuori che hai il trip dell'ex allora non uscire neanche di casa: potresti incontrarlo. Comunque certo, un po' di discrezione non è male, però se la CIA ti vuole schedare non è che non gliela fa, eh?
8-Di solito vedere gli amici degli amici è comodissimo per cercare gli altri tuoi amici, di solito.
9, 10 e 11-Dipende: se sei uno che cerca nuove conoscenze solo online ci saranno tutti i problemi del caso, perchè io concordo moltissimo sul fatto che se non c'è l'intenzione di vedersi, fare cose insieme e coltivarsi meglio non è per niente la stessa cosa di condividere idee o addirittura passioni. Io ho tra i contatti solo persone che conosco direttamente o almeno di vista/so da che "circolo" vengono, tranne uno col mio stesso cognome che mi ha chiesto molto gentilmente alcune informazioni. Che molta gente cerchi amicizie e amori virtuali a scapito di quelli vivi è un problema della nostra società? Certo, cazzo. Ma la colpa è della gallina o dell'uovo? Fb è un sintomo, non un'eziologia. E' la stessa differenza tra passare il capodanno guardando i fuochi d'artificio di Booty Bay in World of Warcraft perchè sei sfigato e non hai nemmeno una possibilità o farlo perchè ti fa cagare la festicciola obbligatoria e ne farai una più bella il 2.
Tra l'altro, tolti ovviamente i cretini, non mi risulta che gli utenti confondano gli amici-amici-amici con i contatti, "chiedere l'amicizia su Fb" è solo un termine, brutto finchè si vuole, ma se tu non ci sei mai stato e ti devi aggrappare al pelo nell'uovo allora sei tu ad essere morboso.
Per l'amore uguale: se tu sei così cippicippi che hai voglia di illuderti o così voglioso di fare cagate che ti fai prendere dai trip di essere più libero dietro lo schermo boh... arrangiati. Che te lo dico a fare?
12, 13 e 14- Che te lo dico a fare due: di nuovo, se le cose virtuali e quelle dal vivo diventano mutuamente esclusive il problema non è il mezzo, per quanto attraente e perditempo sia.
Cosa me ne frega di persone che non vedo da 20 anni e probabilmente continuerò a non rivedere nè saluterò nemmeno una volta pur su fb? Lo confesso: praticamente niente, ovvio. Perchè li prendo come amici? Perchè è come salutarli per strada, in più non rischi di sbagliarti con la faccia, e vieni a sapere qualcosa di loro, che magari ti fa piacere, magari è solo un pettegolezzo succoso. Ebbene sì, amo il gossip. Vi schederò tutttttttiiiii muahahahahahaah! (Ehm... Dramatization?) Tra l'altro io sono di Pavia, che è una piccola città bastardo posto: ci si conosce tutti lo stesso, passo su fb a guardare le ultime cazzate mentre faccio colazione e basta invece di sderenarmi all'ape del Safarà, senza esserne drogata e senza prenderlo per il sostituto di una cena da Giulio (ristorante) con le Cosmogirls. In più per i tuoi amici vivi è una figata: organizzi le cose tutti in stereo senza dover chiamare e richiamare la gente 14 volte per 1 cena, non parliamo dell'organizzazione di gruppi più ampi (mio esempio sono le serate di gioco di ruolo, ma qualunque hobby calza).
Tra l'altro si sottovaluta sempre quante cose al giorno d'oggi le persone medie, specie giovani, fanno su internet: condividerle direttamente nel loro formato è molto più comodo, ma non vuole certo dire che poi non hai altro da dire.
Si cerca sempre in compenso di fare le categorie... chi sarà peggio? Venghino venghino Siore e Siori, ecco a voi l'Adolescente bimbominkia alienato! Un bell'applauso ora per il/la Quarantenne single co.co.pro. che la batte anche a chi non respira! Come scordare il Sessantenne in crisi di mezz'età con tanta voglia di ributtarsi a pesce? Più gente entra più bestie si vedonooo. Senza fb questa gente non farebbe cagate e non sarebbe fuori dal mondo? Ma che ci stiamo a prendere per il culo? Intendiamoci, non sto dicend0 che il mondo di oggi non abbia strani rapporti mistico-erotici con l'etere, questo è palese, quello che nego è che automaticamente se usi fb sei una persona di merda, senza amici, asociale, alienata, stupida, superficiale e che non capisce niente della vita. Mi pare che ci siano delle vie di mezzo.
15-Se sei maniaco e metti tutto a cazzo, comprese foto in cui fai qualsiasi cosa ai confini della realtà sei un coglione. Se tu, scattatore di foto pervertito, metti un po' di foto belle per passarle in formato più comodo ai tuoi modelli hai la mia alta benedizione, vero Caleb?
16-Ahhh, i bei vecchi tempi, i giovani d'oggi, le mezze stagioni...
17-Bè, se un amico si comporta in modo scorretto è un conto, se trova bello fb magari è una cosa carina per lui invitare.
18-Ci sono tante belle cose nella vita fuori dal computer è una cosa da violini nel culo: chiaro che il mondo è fuori, ma magari passati i sollazzi isterici non hai più voglia di uscire tutte le sere, o non hai i soldi per 15 euro di aperitivo al giorno, o dopo che hai lavorato, studiato, pulito casa, pulito culi di figli, copulato 5 minuti col tuo partner ecc non hai magari sempre voglia fosse pure di un semplice caffè. Fb, skype ecc ti consentono di mantenere lo stesso più momenti di scambio con i tuoi amici, che magari sono lontani nel mondo o incasinati. Il problema penso nasca dalla frenesia del mondo odierno, che rispetto ai cari tempi andati è molto più confuso e rapido, e la comunicazione si è adeguata. Certo, se la cosa non è usata come opportunità ma come dipendenza e evasione totale dalla vita vera è patologico, guarda un po' che caso.
Il succhiamento di tempo è invece un effettivo rischio: se vuoi cazzeggiare e non fermarti fb è fantastico. Sicuramente senza non lo faremmo mai!
19-Sì, i videofonini, le piazze e i mariti idioti sono una piaga sociale. Grande novità del F U T U R O.
20-Questo è vero. L'internet è tutto pieno di spam.
21-Gli stupidi sono sempre stupidi.
22-Per fortuna che i genitori di oggi sono i migliori della storia.
23-Eh, sta gente col pisello piccolo, sarà il cibo spazzatura o l'inquinamento? Intendiamoci: io capisco che la moda, il tamtam, ecc ti possano spanare il cervello per farti sentire scemo se non sei connesso. E capisco anche come questo crei le squadre, che in Italia piacciono tanto, di innocentisti e colpevolisti. Io non credo affatto che fb sia obbligatorio, o che non potrei vivere senza, nè che sia il migliore dei mondi possibili: lo trovo solo carino per alcune cose, e trovo comodo che moltissimi miei conoscenti ce l'abbiano. Se non ti ci trovo mica smetto di parlarti, può piacere o non piacere il metodo, giuro. Siamo sempre lì... siamo uomini o topi?
24-Molti miei vicini di casa sono simpatici, ma S L M li vorrei tanto picchiare e imbavagliare. Conta se li saluto? E se gli chiedo amicizia su fb?
25-Non come quelle belle famiglie da cartolina anni '50, o quei fantastici matrimoni combinati così Ottocento, o le amicizie basate solidamente sull'LSD dei nostri padri.
Concludo, Vostro Onore. Danny Crane.
Io ho faccebuc. Buuuuh!! Lo uso con parsimonia, e ignoro brutalmente chi non conosco o mi sta sul cazzo, al massimo mando un messaggio dicendo "Scusi ma non accetto amicizie solo virtuali", dato che comunque la mia vita sociale e sessuale è abbastanza soddisfacente anche senza l'amico australiano. Ho i momenti più di trip (l'ultimo è stata la ricerca e condivisione di aforismi di Oscar Wilde e altri) e i momenti in cui non lo apro per settimane. Ci scrivo un cazzate divertenti o cose che mi fanno incazzare su cui ogni tanto qualcuno fa mente locale. Mi interesso blandamente degli altri e spio i cazzi loro. Mi organizzo con gli amici. Discuto con simpaticoni. Scopro cose nuove, mi informo. Guardo foto che via mail sarebbe troppo pesante passare. Non ci faccio sesso. Non ci vivo. Ci entro tutti i giorni ma quasi mai per lunghi periodi a meno che io non stia parlando con qualcuno o facendo test (i test sono un mio vizietto). A volte ne uso la chat. Ho una rubrica con metodo veloce di recupero persone in caso di necessità. Non ne sono schiava.
Come mi devo considerare secondo i benpensanti, scusate?
Au revoir
martedì 19 gennaio 2010
Teatrino Disclaimer
Specifico due cose che forse non sono chiare.
1-Potete fare i flame e anche litigare e persino insultarmi, mica mordo! Datemi un flame e vi regalerò un cavallo! Ho concluso, Vostro Onore. Danny Crane.
E con il mordere passo al
2-Il blog si chiama Disclaimer, e ha un lungo disclaimer piuttosto in evidenza sugli scopi del blog medesimo. Essendo questi poco chiari ad alcuni lettori, mi esprimo nuovamente.
Non scrivo per comunicare al mondo le mie emozioni e la mia personalità, anche se ovviamente aspetti più privati possono trapelare, ma non è il mio cazzo di diario segreto delle elementari: ho sempre indagato su fatti reali e fruibili anche da altri, o quasi. Dico la mia opinione, questo è certo, il blog è mio, se volete una notizia leggete otto giornali e inizierete ad averla, non ho certo il tempo, le capacità o le fonti per fare una testata tutta mia copincollando i pezzi di altri; in fondo ho cominciato, come chiamarla? esperienza?, 'sta cosa è meglio, su spinta di amici che trovano molto divertenti le mie invettive, tranne quando sono rivolte a loro, e a volte anche in quel caso, che di masochisti ce ne sono tanti. Di certo però, e, ripeto, è scritto molto grosso, è un'operazione di carattere letterario: questo è il mio stile, ed è barocco e provocatorio e possibilmente sanguinolento. Perchè lo uso? Intanto perchè mi piace, e so che piace ad altri, e poi perchè lo trovo utile a fare scandalo (hihihi), senza però mancare, se si legge con un minimo di attenzione, di fare sempre un punto ben preciso, tentando di cavarne una funzionalità. Ovvio, certe cose sono più incazzate, però mi sembra di aver evitato il più possibile la trappola del nonno che guarda il muratore e gli dice come fare il suo lavoro.
Questo stile piace a tutti? No. Molti lo trovano pesante e difficile da leggere. Sono desolata, però è il mio stile, e lo è da anni. Certo, se fai scorrere guardando una parola su dieci non capisci un cazzo... ma insomma, è necessario specificarlo?
Sono davvero così? Bella domanda. Mezzo e mezzo. Sì, le idee sono mie, e la penso proprio in questo modo, cinismo e disponibilità a uccidere (se solo fosse legale) compresi. Posso parlare anche più rilassata? Naturalmente sì, però qui non sto chiacchierando per spiegare il mio punto di vista, ma sto cercando un modo di comunicare idee che non sono solo mie, e non hanno quasi mai una vera originalità. Da qui l'esigenza (e la volontà) di creare appunto una sorta di racconto, con spunti e cornici, e figure retoriche. Vi dirò di più: alcune persone che mi conoscono molto bene si sono "lamentate" di non sentirmi esprimere con il mio usuale e tristemente noto tatto da serial killer inviperita, sadica e un po' psicotica, cosa che ho deciso di risparmiarvi per non farmi rapire il blog dal governo ombra e per sembrare almeno un po' credibile ogni tanto.
Concludo domandando scusa per la terribile divagazione emo, assicurandovi piangente che è stata resa necessaria da tremende e crudeli creature di cui presenterò la testa appena possibile (Dramatization). E comunque, un appunto non giustificato, istericamente polemico e cattivo tanto per: il clan Gangrel è infarcito di fighette.
Au revoir
1-Potete fare i flame e anche litigare e persino insultarmi, mica mordo! Datemi un flame e vi regalerò un cavallo! Ho concluso, Vostro Onore. Danny Crane.
E con il mordere passo al
2-Il blog si chiama Disclaimer, e ha un lungo disclaimer piuttosto in evidenza sugli scopi del blog medesimo. Essendo questi poco chiari ad alcuni lettori, mi esprimo nuovamente.
Non scrivo per comunicare al mondo le mie emozioni e la mia personalità, anche se ovviamente aspetti più privati possono trapelare, ma non è il mio cazzo di diario segreto delle elementari: ho sempre indagato su fatti reali e fruibili anche da altri, o quasi. Dico la mia opinione, questo è certo, il blog è mio, se volete una notizia leggete otto giornali e inizierete ad averla, non ho certo il tempo, le capacità o le fonti per fare una testata tutta mia copincollando i pezzi di altri; in fondo ho cominciato, come chiamarla? esperienza?, 'sta cosa è meglio, su spinta di amici che trovano molto divertenti le mie invettive, tranne quando sono rivolte a loro, e a volte anche in quel caso, che di masochisti ce ne sono tanti. Di certo però, e, ripeto, è scritto molto grosso, è un'operazione di carattere letterario: questo è il mio stile, ed è barocco e provocatorio e possibilmente sanguinolento. Perchè lo uso? Intanto perchè mi piace, e so che piace ad altri, e poi perchè lo trovo utile a fare scandalo (hihihi), senza però mancare, se si legge con un minimo di attenzione, di fare sempre un punto ben preciso, tentando di cavarne una funzionalità. Ovvio, certe cose sono più incazzate, però mi sembra di aver evitato il più possibile la trappola del nonno che guarda il muratore e gli dice come fare il suo lavoro.
Questo stile piace a tutti? No. Molti lo trovano pesante e difficile da leggere. Sono desolata, però è il mio stile, e lo è da anni. Certo, se fai scorrere guardando una parola su dieci non capisci un cazzo... ma insomma, è necessario specificarlo?
Sono davvero così? Bella domanda. Mezzo e mezzo. Sì, le idee sono mie, e la penso proprio in questo modo, cinismo e disponibilità a uccidere (se solo fosse legale) compresi. Posso parlare anche più rilassata? Naturalmente sì, però qui non sto chiacchierando per spiegare il mio punto di vista, ma sto cercando un modo di comunicare idee che non sono solo mie, e non hanno quasi mai una vera originalità. Da qui l'esigenza (e la volontà) di creare appunto una sorta di racconto, con spunti e cornici, e figure retoriche. Vi dirò di più: alcune persone che mi conoscono molto bene si sono "lamentate" di non sentirmi esprimere con il mio usuale e tristemente noto tatto da serial killer inviperita, sadica e un po' psicotica, cosa che ho deciso di risparmiarvi per non farmi rapire il blog dal governo ombra e per sembrare almeno un po' credibile ogni tanto.
Concludo domandando scusa per la terribile divagazione emo, assicurandovi piangente che è stata resa necessaria da tremende e crudeli creature di cui presenterò la testa appena possibile (Dramatization). E comunque, un appunto non giustificato, istericamente polemico e cattivo tanto per: il clan Gangrel è infarcito di fighette.
Au revoir
mercoledì 13 gennaio 2010
Il governo ombra e i complotti
Sulla vicenda Marrazzo E Chiappe d'oro di cui si parlava tanto, e che prima o poi ci ribeccheremo da capo e con nuovi fuochi d'artificio, ci scommetto, arrivano notizie saltuarie. Si sa che il porco ha fatto la sua prima uscita pubblica, ad esempio. Interessante no?
Ora, io non traggo nessuna conclusione, e onestamente credo che non lo sapremo mai, e che comunque potrebbe essere quasi qualsiasi cosa, e che probabilmente Marrazzo era l'utilizzatore finale, MA però bensì, a tutt'oggi abbiamo:
Però fiiiiiiiiiga, quando si dice morire dal ridere... Edddaaaaaaiiii un po' di dignità, Signori criminali!
Au revoir
Ora, io non traggo nessuna conclusione, e onestamente credo che non lo sapremo mai, e che comunque potrebbe essere quasi qualsiasi cosa, e che probabilmente Marrazzo era l'utilizzatore finale, MA però bensì, a tutt'oggi abbiamo:
- 1 spacciatore morto, ha sniffato quella che creeedeeeva fosse coca e invece era eroina, si indaga per omicidio volontario
- 1 trans morta in casa sua, forse bruciacchiata, forse drogata più o meno volontariamente, forse bevuta psicofarmaci, il cui computer ripulito navigava nella vasca da bagno
- 1 trans rinvenuta in un sacco nero e un po' decomposta dopo alcuni mesi nella spazzatura
- 1 trans intervistata che poi ha ritrattato subito ma che sventuratamente era clandestina ed è stata imbarcata con urgenza per il Dondestan
- Ho concluso, Vostro Onore. Danny Crane.
Però fiiiiiiiiiga, quando si dice morire dal ridere... Edddaaaaaaiiii un po' di dignità, Signori criminali!
Au revoir
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