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Un altro grande Babbonatale suggerito da @prodomotua (Tuitter).
Au revoir
Disclaimer
Asvadà!
sabato 14 gennaio 2012
mercoledì 11 gennaio 2012
Capitolo 37 - Sei tutto un bollore? Nutri l'ardore!
Riassunto delle puntate precedenti: Può, in una qualsiasi soap opera di infimo livello, mancare la puntata di Natale? Poichè gli orrori non si negano a nessuno volemose bene, in colpevole ritardo rispetto ai palinsesti correnti, con un capitolo natalizio di tutto rispetto. Perchè anche i vampiri festeggiano e quando lo fanno, bè, LO FANNO, ovviamente...
Colonna sonora: Feed the world by Band Aid
“Ke fiiiigo ke sei!!!”
“Guarda, Jean Claude, sono già abbastanza incazzato così senza che ti ci metti pure tu a sfottere, questo abito è osceno”.
“Osceno, addirittura… Osceno eri a quella festa country dove hai messo solo i chaps da cowboy senza sotto i pantaloni. Osceno eri a quella festa salutista dove ti sei presentato con un finocchio tu-sai-dove e una carota legata a tu-sai-cosa e dei ravanelli come orecchini. Osceno eri nella tua fase Lady Gaga quando ti sei vestito da Un profilattico guardandosi allo specchio: che cazzo mi metto oggi? Per non parlare di quando…”
“Sì, penso sia sufficientemente chiaro. Adesso però stai zitto che se mi fai agitare mi sbavo l’eyeliner”.
I due vampiri si stavano preparando per il grande avvenimento, ed erano isterici perchè avevano voglia di una cena di Natale coi parenti più o meno quanto Napolitano ha voglia di una notte d’amore con Berlusconi. In effetti erano vestiti in modo francamente disgustoso: sembrava che, per quella sera, Belle si fosse incapricciata a volere i suoi vampiri particolarmente in tema, come se fosse ancora più drogata del solito. Così, per Asher aveva scelto un abito da Befana, un kilt con la minigonna in velluto scozzese cremisi e la parte sfregiata ricoperta d’intarsi color oro da bigiotteria economica, con un sacco di rete nera pieno di carbone abbinato; completavano l’insieme un paio di babbucce spelacchiate dall’aria comoda. Jean Claude invece era vestito da Babbo Natale, con un gilet di pelliccia bianca, un tanga rosso con un piccolo abete decorato copri-pene e stivali inguinali Chanel uniti a un grazioso cappello con pon pon.
Ci avevano messo un paio di giorni a prepararsi per bene: non solo bagni faraonici, ma fanghi, ceretta, creme, massaggi, irrigazione del colon e capelli stirati, più naturalmente la preparazione psicologica a base di training autogeno, apnea, coccole e petting.
In realtà tutto ciò che avevano ottenuto era di essere figosi ma ancora più isterici. Sì, forse raccontarsi vecchie storie di tortura non era stata un’idea geniale… Certo comunque l’occasione era effettivamente importante: sarebbe stata la prima volta, dopo secoli, e non tanto per dire, in cui sarebbero apparsi in pubblico di nuovo insieme, uniti di fronte alla comunità dei vampiri, al sindaco, ai consiglieri, alle scuole in gita, ai lettori, alle autrici porche, e al mondo tutto. WOW.
Ci sarebbero stati il Viaggiatore e Balthasar, dato che, come forse ricorderete, abitavano lì; si vociferava sull‟arrivo di Dragon, eventualità alquanto improbabile perchè è un personaggio inesistente e nessuno l’ha mai visto nè si sa da dove sia saltato fuori questo ennesimo tizio banale “oddio il consigliere cinese sai come si chiama??? Drago! Noooooo, non mi diiiiireeeeee”; anche Mortino era stato invitato, per dovere, data la tregua per le festicciole rituali.
Dopo essersi tagliati un po’, ascoltato canzoni di Adele e Jared Leto, e guardato Titanic per immergersi nell’atmosfera natalizia, i due vampiri si sentivano proprio pronti al suicidio.
“Pensa, la nostra July avrebbe voluto andare a messa a cantare Adeste fideles”.
“Uhm… l’idea di una festa orgiastica piena di cocaina, puttane e cani di razza mi sembra più eccitante di attimo in attimo”.
E adesso erano pronti, mentre ammiravano le loro figure splendenti e sontuose come non si vedevano da tempo. Eppure si sentivano ridicoli, e con ragione dato che erano vestiti come dei coglioni, e se la menavano per un sacco di ragioni esistenti solo nei loro cervelli.
Asher era inviperito perchè pensava che Belle volesse solo sfotterlo senza prenderlo per il culo e fargli fare la vittima: certo, la paranoia scorreva potente in lui, ma dati i trascorsi era in parte giustificabile; Jean Claude invece già si pregustava il cenone dopo mesi di dieta, ma la sua delicata sessualità di anima afflitta tremava di pudore virginale al solo pensiero della sordida depravazione dell’essere un vampiro policentenario ninfomane.
Nota per i lettori: ci rendiamo conto del fatto che Morgana71 sul finire di questa fan fiction si sia data ad attacchi di castità sconsiderata e abbia attaccato lo stinco del santo ai suoi poveri protagonisti. Vi preghiamo di perdonare gli eventuali disagi, e vi assicuriamo che sono stati compiuti test adeguati su animali per verificare che il sesso privo di mazze chiodate non sia così traumatico come lo dipingono.
Vi avvertiamo inoltre che sono pienamente normali reazioni come “Matòòòòò che palle, ma che è, e annate a ‘sta festa e magnatevi due tartine, na bira e un calippo e vedrete che quando state ciucchi stesi olè poi vi divertite”. Che veramente, cioè, fossero gli unici coi parenti serpenti che s’annoiano a Natale… è veramente plausibile tutto questo “Ah no, io non scopo, mai fatto, i party estremi sono così out per me che sono un noto lord inglese puritano e raffinato, vorrei tanto potermi ritirare in convento ma è tutta colpa di Belle che è malvagia e le piace guardare i bei giovani centenari depravati che fanno sesso gay peccaminoso, che strooonza, guarda fosse per me niente regali solo donazioni in beneficienza e cenone vegetariano, che ipocrisia questo consumismo sfrenato e capitalista, io ooodio fare la puttana però mi piace troieggiare. Ah e anche farmi frustare e poi essere fottuto più grosso e più forte. Ah e guardare film porno. Ah e leggere fan fiction yaoi sui Cavalieri dello zodiaco e Star trek”? Ma mi facci il piaceeere…
Ma andiamo avanti ed entriamo nel salone…
L’impatto iniziale fu come una bomba esplosa al centro della stanza. Letteralmente, perchè qualcuno già sbronzo fece esplodere anzitempo uno di quei botti napoletani fichissimi che quest’anno si chiamano Spread e ammazzano in un raggio di duecento metri come un missile.
Il vocio strepitante (piuttosto normale ad un party affollato) si spense nel preciso istante in cui misero piede nell’immensa sala e il ciambellano fece risuonare la sua vocetta carezzevole per presentare cotanti ospiti; poi tutti si rimisero a spettegolare, chi dei cazzi propri chi dei nostri eroi. C’erano anche gli attori sopravvissuti di Jean Claude, quasi tutti in catene tenuti al guinzaglio da Cinzia, che applaudirono e fischiarono e schiamazzarono da oche babbane eccitate quali erano all’indirizzo del loro boss e probabilmente dei suoi vestiti osceni.
I due vampiri si presero per la manina e avanzarono saltellando tra ali di folla osannante finchè non giunsero di fronte a Belle e il resto dei consiglieri, riuniti in gruppo a confabulare come vecchi compagni di merende.
Esauriti i Ciao-Ciao, Ci diamo due o tre bacini?, Ma come sei cresciuto belè, Stretta di palle della confraternita omega con iota sottoscritta e altri saluti di rito, Jean Claude e Asher sgattaiolarono quatti quatti alle spalle di Dorino per fargli il gioco giocone di coprire gli occhi e chiedere Indovina chi è. Dorino ci mise alcuni minuti a indovinare, ma alla fine una bella sniffata del profumo alla Violetta morta di tifo gli risolse il problema.
Dorino prima di essere importunato stava guardando a bocca aperta le decorazioni, le lucine colorate e i bei vestiti delle signore, accantonando gli insegnamenti comunisti di una vita secondo i quali il vero pezzente deve guardare con sprezzo alla pochezza della vita capitalista, ricca e oscena mentre in realtà solo l’idea di avere un vestitino di velluto con le perline lo fa venire nelle mutande.
“E’ la festa più assurda a cui abbia mai assistito.” Affermò con aria spocchiosa girandosi verso i due vampiri.
“Immagino che, per la tua gente, un tale sfarzo per una celebrazione religiosa sia un sacrilegio.”
“In realtà no, le feste dei Palleblu sono note anche ai cattolici locali come il massimo del kitch inimitabile. Ci ubriachiamo per giorni e giorni ballando nudi attorno al fuoco e cantando Osterie il più volgari possibili, dopo esserci procurati i soldi rubando i bufalini salvadanaio dei nostri bambini. Un party Palleblu è considerato malriuscito e malaugurante se non ci sono almeno tre morti”.
“E allora che cazzo rompi?”
“Noi ci accoppiamo eterosessualmente e siamo più ecosostenibili!”
“Ahhh… ora è chiaro… Ora fai il bravo e saluta, cane!”
“Arf arf!!” Dorino si lanciò in ginocchio e ficcò con entusiasmo il naso nell’inguine del suo Master, per poi pensarci un po’ su e farlo anche con Asher, il quale poverino non era molto sicuro se esserne felice o meno e ricambiò con una piccola pacca sulla testa.
Prendiamoci anche un momento per parlare per venti righe del vestito di Dorino. Che sarebbe meglio chiamare la vernice di Dorino. Il lupo era infatti laccato abilmente in posti strategici di rosso e oro e verde, e portava inoltre tante belle collanine colorate da vucumprà, un berretto da elfo e le piume strappate ad Aldo il pappagallo, rituali della sua civiltà inferiore, nel culo. Per fortuna era un bel tocco di manzo, e quindi gli si perdonano tante cose.
A un certo punto le chiacchiere da portinaie di paese vennero interrotte da un maggiordomo che annunciava la cena, episodio divertente perchè i vampiri spiavano gli umani come avvoltoi sbavando, dandogli leccatine e aggiustandoli di sale nella pregustazione o convincendoli a provare piatti che li insaporissero diversamente.
Ovviamente la cena non era composta da spaghetti aglio e olio, ma essendo un banchetto offerto da un’ospite prestigiosa era cucinato da chef Ramsay e Antonella Clerici.
Ora l’originale vi offrirebbe un caso di stato su una questione molto semplice: i tre aspettano un po’ guardandosi attorno e montandosi la paranoia a vicenda, poi Belle chiama i suoi vampz. Non vi sembra logico? No, dobbiamo aggiungere che il sorriso con cui la Boss li chiama è agghiacciante e che l’apprensione dilaga e che i ragazzi si stringono vicini vicini per farsi delle coccoline consolatorie. Evabbè, d’altra parte c’è anche chi crede che il petting sia un pettine cinese e che uno zombi ebreo cosmico che è il suo stesso padre può farti vivere per sempre se mangi la sua carne e gli dici telepaticamente che lo accetti come tuo maestro, così lui può rimuovere una forza demoniaca che è presente in tutta l’umanità perchè un serpente parlante ha convinto una donna-costola a mangiare un frutto da un albero magico.
Sì... ha senso!
“Dorino, adesso vai a giocare coi tuoi amichetti e mollaci un po’, che i grandi hanno da fare” ordinò Jean Claude in preardeur.
“Gno gno gno voio stare con voi!”
“Sì, ma noi non ti vogliamo tra le palle” gli spiegò Asher.
“Non far piangere il bambino, Asher! No, tesoro, vai che ora tagliano la torta.”
“E non è neanche il caso che tu guardi un po’ di vampiri che ci ficcano la scopa da befana nel culo”.
“Ma io volevo partecipare all’orgia!”
“Puoi iniziare a farla con gli altri lupacchiotti, passare dall’eterosessualità al felching decomposto non è poi sta gran figata”.
“Vabbè, ci annusiamo dopo”.
Jean Claude prese Asher per mano e si addentrarono insieme tra la folla che li palpava e li incitava, sculettando, lanciando baci, stringendo mani ecc, tutto accompagnato da una bella musichetta da film porno.
Una grande esplosione segnalò l’inizio del conto alla rovescia, e allo scoccare del gong di mezzanotte un tripudio di applausi salutò la rituale offerta del neonato in pasto al bue e alla manticora, secondo la nota tradizione cristiana. Così potè partire la festa anche per i vampiri, che si affrettarono ad azzannare a destra e a manca.
Una rissa si scatenò per l’onore di servire Asher e Jean Claude, vinta giustamente da Cinzia con uno spettacolare gancio sinistro in faccia a Cespuglio, che cadde a terra come morto, subito calpestato da alcuni rimpiazzi vogliosi.
Belle li lasciò mangiare indulgente, prima di far volare un po’ di peoni per fare spazio. “Ragaaaaaaaazzzi, kome siete kariiiiini staseeeee”.
La Master era sbronza come una foca monaca impanata, e deliziosa nel suo costumino da Madonna, azzurro col velo e spacco inguinale tattico. “Allloooora, siete contenti?”
“Sììì, bello da dioooo!!!” Rispose Jean Claude che iniziava a sentire parecchio gli effetti del potere.
“Oh, sciocchino, lo so che mi prendi in giro, sei tanto simpatico quando sei strafatto di colla nel sacchetto. E tu Ashy amore?”
Ringalluzzito dall’essere chiamato amore, Asher sfoderò il suo sguardo gelido più sexy e una voce calda ed errotica come una notte d’estate a Malibu. “Bella festa… femmina”.
La Master sorrise compiaciuta. “Grazzzzie, anche tu non sei male, ho studiato apposta il tuo vestito per farti fare figo”. E poi, inaspettatamente, gli saltò addosso e gli infilò tre metri di lingua nell’esofago, mugolando felice cose tipo Buon Natale amore, Ti ho sempre amato in fondo-molto-in-fondo, Guardarti tutti questi mesi in tv mi ha fatto risalire l’ormonella per quanto sei un vero uomo. Successivamente lo sbattè seduto sul trono per fargli un pompino e poi cavalcarlo impetuosamente e farsi mordere come una vacca felice, mentre Jean Claude li guardava facendosi una sega e tossicchiando a tratti per farsi invitare dai due che lo ignoravano completamente.
Molto dopo Asher si allontanò spettinato, discinto e con un sorriso a quarantotto canini, diretto verso un drink e una siga, blaterando di gran regali e mollando una bella pacca sul culo di Jean Claude, che gli sillabava “Non lasciarmi” conditi di labbruzzo tremulo, per spedirlo verso una Belle in versione felice e spaparanzata a farsi una pista per ripigliarsi, che la festa era appena cominciata…
Asher era ormai abbastanza rilassato e fatto da lanciarsi nella mischia, bevendo, divertendosi, chiacchierando un po’ in giro e dando una bottarella amichevole e sexy a tutti quelli che gli saltarono addosso, tra cui naturalmente molti degli attori che già lo conoscevano, più quelli che lo avevano soltanto sentito nominare; le petit notaio sottomesso che, a quanto pareva, non aveva mai dimenticato la sua intrusione notturna (sì, in originale c’è scritto davvero intrusione notturna, e mi pare proprio che sia innegabilmente un doppio senso); per finire in un trenino conga con l’intero branco di lupi, ad eccezione di Dorino che si era imboscato o nascosto alla fine del banchetto. A un certo punto fecero anche un’ammucchiata “Tutti sul divano”, e Jean Claude, compiaciuto, gli mandò un bacino da lontano per complimentarsi.
A un certo punto però Asher si rese conto di un certo languorino intensificato, e chiaramente il termostato era saltato perchè in sala c’erano almeno 40 gradi e i fiumi di assenzio sobbollivano come un brodino di pollo.
Una musichetta d’effetto, a metà fra Le streghe di Gabri Ponte e The final countdown, accompagnò l’abbassarsi sexy delle luci, finchè ad un tratto un grande faro scintilloso illuminò Belle e Jean Claude aggrovigliati per terra. Ci volle Musette a punzecchiarli rumorosamente per riuscire a staccarli, ma la Master si ripigliò in fretta, sistemò gonna e acconciatura alla bell’e meglio, e rivolse un sorrisone smagliante al pubblico, invitando tutti a gioire e ad aprire le danze. Poi strattonò in piedi al suo fianco anche Jean Claude che cercava di svicolare, e gli diede sfacciatamente un gran pizzicotto nella chiappa (segretissimo metodo attiva-ardeur) mentre a sua volta liberava il potere della sua patata stregata. I loro demoni esplosero in un tripudio di scintilline, il pelo crebbe e i vestiti si ritrassero spaventati: i fuochi d’artificio potevano cominciare!
Bunga bunga con Belle, bunga bunga con Gegè, se non stai attento vai in torpore per colpa dell’ardoreeeee!!!
Au revoir
Parodia di No rest for the wicked di Morgana71, scritta insieme a Ricciolineri. Non c'è scopo di lucro. I nomi di alcuni personaggi appartengono a Laurell Hamilton. Vari tratti di ambientazione appartengono alla Whitewolf. I personaggi originali appartengono a Morgana.
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domenica 1 gennaio 2012
Da voodoo, mon!
All'ultimo minuto offro a tutti voi il mio più allucinato e apotropaico lupo da imboccare per un anno Maya il meno doloroso possibile. Diamoci dunque al pensiero magico e alla scaramanzia applicata, che non ci vuol niente e al massimo funziona, eccheccazzo.
Comunque a me i fuochi d'artificio piacciono. Sono così colorati e con le scintille. Sì, mi diverto con poco, che ve lo dico a fare? Non apprezzo al contrario i cosi che esplodono e basta, solo col rumore, senza far crollare neanche una misera casetta... sui tizi che si fanno saltare un po' di arti e/o cranii ho un'opinione semplice: uno di meno. Cioè, io non so giocare con la dinamite, sono pure un po' impedita, e mica mi faccio la santabarbara da nave pirata in salotto, se lo fai ovviamente è a rischio e pericolo di incontrare Ciao Darwin. Personalmente mi limito a guardare le lucine da fuori e sono molto felice.
Ricordiamo in questa occasione anche il mistico POLPO PAUL, il pesce che ha beccato in anticipo tutti risultati dell'ultimo mondiale di calcio. Un sacco di gente è rimasta completamente fleshata nel cervello da questa cosa, e se un polipo (un arnese che per definizione è buono cotto con olio limone prezzemolo e magari pasta e con o senza altri frutti di mare) può decidere il destino dei pallonatori chissà cosa può succedere offrendo gustosi bambini in sacrificio a un lupo o a un'orda di gatti neri.
Probabilmente non accadrà nulla, ma almeno ho cominciato l'anno con un augurio malvagio o carino a seconda di chi guarda il suono di una mano solitaria che picchia un tronco in un bosco innevato. Ho concluso, Vostro Onore. Danny Crane.
In compenso se l'ottimismo vudù vince magari finisce davvero il mondo. E andiaaaamooo!
Au revoir
Comunque a me i fuochi d'artificio piacciono. Sono così colorati e con le scintille. Sì, mi diverto con poco, che ve lo dico a fare? Non apprezzo al contrario i cosi che esplodono e basta, solo col rumore, senza far crollare neanche una misera casetta... sui tizi che si fanno saltare un po' di arti e/o cranii ho un'opinione semplice: uno di meno. Cioè, io non so giocare con la dinamite, sono pure un po' impedita, e mica mi faccio la santabarbara da nave pirata in salotto, se lo fai ovviamente è a rischio e pericolo di incontrare Ciao Darwin. Personalmente mi limito a guardare le lucine da fuori e sono molto felice.
Ricordiamo in questa occasione anche il mistico POLPO PAUL, il pesce che ha beccato in anticipo tutti risultati dell'ultimo mondiale di calcio. Un sacco di gente è rimasta completamente fleshata nel cervello da questa cosa, e se un polipo (un arnese che per definizione è buono cotto con olio limone prezzemolo e magari pasta e con o senza altri frutti di mare) può decidere il destino dei pallonatori chissà cosa può succedere offrendo gustosi bambini in sacrificio a un lupo o a un'orda di gatti neri.
Probabilmente non accadrà nulla, ma almeno ho cominciato l'anno con un augurio malvagio o carino a seconda di chi guarda il suono di una mano solitaria che picchia un tronco in un bosco innevato. Ho concluso, Vostro Onore. Danny Crane.
In compenso se l'ottimismo vudù vince magari finisce davvero il mondo. E andiaaaamooo!
Au revoir
domenica 25 dicembre 2011
Capitolo 36 - Vuoi scartare il mio pacco?
Riassunto delle puntate precedenti: Belle è molto contenta dei suoi emoderivati e li ha premiati con diversi gadget e una sorpresa. La sorpresa però è piaciuta solo a Jean-Claude: una serata libera con rappresentazione, nel suo vecchio teatro, di una delle sue tragedie preferite, L'Otello. Il "suo" Otello invece, infastidito dalle attenzioni che la troupe giovvine e bbella aveva riservato al boss in disgrazia se ne era tornato a casa senza partecipare ai festeggiamenti post recita. Poco male. Quando Jean-Claude era tornato nel tugurio gli aveva fatto la festa lui. Pure con gli extra!!! Una volta tanto il nostro Asher ha gradito...
Colonna sonora: Last Christmas by Wham!
Asher aprì lentamente gli occhi…”QI formica…Gaaahhhh! Pompinooooo!”
Si era svegliato stranamente eccitato dal sonno diurno e grato che ai vampiri fosse risparmiato l’alito pesante perché si sentiva di averne combinate di cotte e di crude. Lo sentiva sulla sua pelle, calda come un wurstel appena rosolato, come un bratwurst con la pelle tesa fino a scoppiare, come un turgido wienerwurst, come -oddio, ma perché le uniche metafore che aveva in mente riguardavano wurstel? Doveva entrarci in qualche modo Jean-Claude, certamente dove c’era il suo zampino le salsicce piovevano come all’oktoberfest…
Il vampiro digrignò le zanne con tanta rabbia da rischiare la spuntatura: il pensiero di Jean aveva dato un senso a tutti gli indizi, pompino, notte brava, febbre suina, wurstel, come uno schema a punti unisci dall’1 al 27; il risultato, neanche a dirlo, fu un’incazzatura formato famiglia, soprattutto perché il posto letto accanto al suo era desolatamente vuoto e quindi quell’inondazione di collera non potè sfogarsi subito a suon di cazzotti e sganassoni e se erano sinonimi chi cazzo se ne fregava.
Non fece neanche in tempo a discuterne un po’ col suo alter ego immaginario, o a fare a coriandoli le lenzuola per stemperare un po’ l’astio, che la regina dei wurstel, cioè Jean-Claude, gli si catapultò in grembo riempiendogli le guance di bacetti umidi e le orecchie di gridolini inconsulti in cui Asher riuscì a discernere solo qualche parola: cose tipo fine, prigionia, Belle, culo. Oramai era bravo nelle sciarade e la vasta esperienza acquisita in quei …giorni…ehm…mesi? di prigionia gli consentirono di riempire i vuoti e ricostruire il discorso dell’amico: Belle avrebbe posto fine alla loro reclusione purché loro continuassero a dare via il culo. E non c’era bisogno di chiedere a chi!!!!
“Hai l’ardire di guardarmi in faccia ed essere felice?”
L’allegria di Jean-Claude non si smontò immediatamente.“Ma non hai capito quel che ti ho detto? Belle ha detto che presto saremo liberi!!!!” Del resto agli sguardi gelidi e al tono astioso ci si assuefa rapidamente.
“Certo che ho capito, e io ti ripeto: come osi venirmi a dire che devo continuare a farmi stuprare dai tuoi amichetti pervertiti con quel sorriso a 32 zanne?”
Stavolta la rabbia di Asher, solida e compatta come un muro di gomma, cominciò a smorzargli l’entusiasmo. “Bè, non è come se avessimo una scelta…e poi potrebbero tranquillamente continuare a violentarci in questa stanza! Se permetti preferisco essere stuprato con tutte le comodità.”
Asher lo fissò con sguardo gelido e anche un po’ schifato e anche un po’ attizzato. “Non cambierai mai, non è vero?”
“Certo che no!” Rispose l’altro abbracciandolo e facendogli i grattini. “E’ una parodia questa, mica James Joyce!!!”
Non gli disse però che i suoi monologhi stavano diventando più pesi di uno stream of consciousness.
E quel periodo, indubbiamente, fu palloso più dell’Ulysses: si stavano avvicinando al Natale, periodo nefasto per entrambi; si sa che gli emo durante le feste si suicidano e poi Jean-Claude doveva fare ancora tutti i regali e che cazzo non poteva ridursi all’ultimo momento! Ma soprattutto…Natale era la festa preferita della loro compianta Juli e questa era la prima volta che lo passavano insieme da quando era morta.
Il ricordo della donna era nell’aria, in ogni cosa che facevano e che pensavano: ah le risate quando avevano appeso insieme gli ornamenti sull’abete e questo si era incendiato perché aveva comprato delle croci…ah quando Belle si lamentava perché puzzavano dello zenzero e del panpepato con cui la loro piccola Julianne riempiva ogni angolo della casa…ah quando…oddio quegli orrori di berretti e sciarpe che si ostinava a sferruzzare non li rimpiangeva per nulla! Pungevano da matti e lo facevano sembrare un barbone…e se li doveva mettere per forza perché sennò la stronza teneva il muso e non gliela dava!!!!
Pensava a tutte queste cose, il nostro Jean-Claude, in una notte di fine novembre con la dura pioggia del tardi martedì che ticchettava insistente sul tetto, mentre Asher frignava come un disperato su una pagina della favola preferita della sua fu-serva umana: La principessa sul pisello.
“Lo so, Asher, lo so. Credi che io non ci pensi? Credi che non mi manchi?” In realtà stava praticamente parlando da solo in quanto l’amico non lo stava cagando di striscio.
“Allegria! E’ arrivata l’anima della festa!” La porta si era spalancata per rivelare il bel faccino blu del suo animale da chiamare. A dispetto delle parole scherzose, però, l’espressione su quel viso era più adatta a un corteo funebre.
“Oh Dori! Si può sapere che è successo? Vieni qui che ti tiro su il morale.” Lo chiamò Jean-Claude accogliendolo tra le sue braccia.
Asher lasciò cadere il libro e si voltò verso i due. Non potè fare a meno di notare quanto fossero simili. Certo, uno era blu e l’altro no, uno era alto e grosso e l’altro no, uno era liscio piastrato e l’altro no, uno era etero e l’altro…no? I due, dall’abbraccio affettuoso, erano passati agli slinguamenti profondi. Forse…dopotutto erano davvero simili e il blu della pelle di Dori faceva meravigliosamente pendant con gli occhi di Jean-Claude. Proprio vero che gli animali somigliavano al padrone.
“Buongiorno anche a te Dorino.”
“Oh ciao Asher! Vorrei poter slinguare anche te ma ultimamente ho già dato e la mia ipocrisia di eterosessuale omofobico ha ripreso il sopravvento.”
“Sopravvivrò. Che ci fai da queste parti?”
“Puoi cercare di convincermi se vuoi..."
Jean-Claude cominciò a sbuffare. "Si può sapere cosa c'è?"
"Sono qui per annunciarvi che Belle vi attende nei suoi appartamenti: adesso.”
Il volto di Asher si rabbuiò. “E se dicessi no grazie?”
“Non credo che un no sia previsto.” Sospirò Dorino. “Secondo me vi vuole invitare alla festa di Natale.”
Gli occhi di Jean-Claude cominciarono a luccicare come quelli di un bambino davanti a un cesto di gormiti. “Festa di Natale?”
“Già. Io sono obbligato a partecipare e solo Manitù sa quanto spesso mi si veda alle feste di voi pervertiti parvenu. Dovrò turarmi il naso e sforzarmi.”
Asher represse a fatica un sogghigno. “Più che turarti il naso ti consiglio di turarti altri orifizi, decisamente più in pericolo.”
“Ma è una festa di Natale!!!!”
“Appunto!” Continuò Asher. “Belle trova particolarmente eccitante scopare a Natale.”
Jean-Claude cominciò a ricordare i bei vecchi tempi con occhi sognanti. “Scartare cazzi sotto l’albero…”
“Squarciare gole davanti al caminetto acceso…”continuò Asher.
“Accendere candele profumate e infilarle in-“
Dorino aveva gli occhi sgranati per la sorpresa. “Mi state dicendo che trasformerà il tradizionale cenone di Natale in un orgia?”
“Proprio così.” Dissero in coro i due vampiri.
Dorino rimase in silenzio, poi scrollò le spalle. “Chissà…magari è comunque meglio che strafogarsi di piatti bisunti comprati alla gastronomia dell’esselunga e giocare a tombola coi fagioli…”
“Bravo!” Si complimentò Jean-Claude dandogli una pacca sul sedere. “Pensa positivo.”
Asher invece incrociò le braccia. “Comunque io non ci vado da Belle.”
“Ma si incazzerà!” Si lamentò l’altro.
“Digli che sono ancora svenuto per l’ardeur…magari ti ci scappa pure una sveltina…”
“Occhei.” Il vampiro gli prese il viso tra le mani e lo baciò al sangue tre minuti per lato. “Ahrrrrrrrrr!” Ruggì all’amico rimasto senza respiro. “Vado, faccio sfracelli e torno.” Poi si voltò e se ne andò, subito seguito dal mannaro.
Rimasto solo, Asher tornò a sedersi in poltrona. “Dov’ero rimasto? Ah sì!” Si disse il vampiro ricominciando a leggere. “…la mattina dopo le chiesero come aveva dormito. "Malissimo!", si lamentò la fanciulla, "non ho praticamente chiuso occhio per tutta la notte! Chissà cosa c'era in quel letto…” a quel punto chiuse nuovamente il libro, mentre una lacrima solcava sanguigna la sua guancia pallida. Rimase così, a fissare il vuoto, il tempo che scivolava via come sabbia portata dal vento. Quello era il pezzo preferito di Juli! Quante risate quando, tutti nel lettone, andava alla ricerca del pisello…
“ E ne trovava sempre uno!”
Asher si voltò al suono della voce Jean-Claude che gli accarezzava le orecchie. “Già fatto?”
L’amico si strinse nelle spalle. “Niente sveltina.”
“E allora cosa voleva Belle?”
Jean-Claude sprofondò il viso sul suo collo e sospirò, quasi infastidito. “Aveva ragione Dori: ci vuole al ricevimento della notte di Natale; sarà una notte speciale, ha detto, non una delle sue solite feste: pare che stavolta il palazzo sarà stracolmo di vampiri, licantropi e umani.”
“E che c’è di diverso dal solito?”
“Mio dio, Asher, trasformerà la notte più sacra dell’anno nella più grandiosa e oscena delle orge!”
“E che c’è di diverso dal solito?”
Jean-Claude sbuffò. “Oh, e che ne so! Forse parteciperà anche il papa stavolta…purchè non invitino Bocelli a cantare!!!” Poi indicò gli sfarzosi vestiti sul letto. “Ci ha persino fatto confezionare degli abiti apposta per l’occasione.”
Asher diede un’occhiata alle sete posate sulla coperta e sospirò.
“Rassegnati mon chardonnoret. Perchè noi pacatamente, serenamente, ci saremo.”
Gli occhi gelidi dell’altro mandarono un lampo. “Col cazzo!”
Jean-Claude fissò perplesso l’amico. “E con cosa sennò?”
Au revoir
Parodia di No rest for the wicked di Morgana71, scritta insieme a Ricciolineri. Non c'è scopo di lucro. I nomi di alcuni personaggi appartengono a Laurell Hamilton. Vari tratti di ambientazione appartengono alla Whitewolf. I personaggi originali appartengono a Morgana.
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sabato 17 dicembre 2011
Capitolo 35 - Non c'è cazzo senza spine
Riassunto delle puntate precedenti: I nostri emovampiri si avvicinano faticosamente alla fine delle loro avventure in un processo che ovviamente abbonda di lacrime e salsicc... ehm, sanguinaccio. Ma forse Belle ha in serbo una sorpresa per loro. Gli piacerà? Voi che dite? *ammicco ammicco*
Colonna sonora: Who are you by The Who
Il Viaggiatore era tornato soddisfatto nella sua suite, la prova settimanale era stata superata e il budget di cui i nostri vampirelli potevano disporre si era ulteriormente incrementato: fiori, cuscini, profumi, tutti gli almanacchi di Topolino con i gadget di Paperinik e delle Giovani Marmotte, creme idratanti di lusso, qualche camicia di seta per Jean-Claude e manette d’argento per Asher! Oramai il tugurio si era trasformato in un luogo accogliente non fosse per le dimensioni. Purtroppo però, perché c’è sempre un purtroppo, i due non erano nello stato d’animo migliore per approfittare di cotanta generosità. La prova settimanale aveva lasciato Asher estremamente provato: oramai vedeva la presenza del viaggiatore ovunque e dovunque. Jean-Claude era costantemente sul chi vive: ogni sua parola o gesto appena fuori dall’ordinario provocavano nel compagno una vera e propria crisi isterica.
“Oddio il Viaggiatore!” Strillava Asher arrampicandosi sulla tenda. ”Lo so che sei lui, non mi freghi stavolta!”
“Ma Ashy! Mi prudeva il culo!”
Per di più Asher non toccava l’amico neanche col dito mignolo per paura di vendette o ritorsioni da parte del Consigliere: niente più frustate a lume di candela, niente più romantici sganassoni, niente più calci e mazze ferrate. Il povero vampiro aveva il terrore che il Viaggi gli rendesse le sue attenzioni con gli interessi.
La cosa per Jean-Claude si era fatta davvero irritante, oramai sentiva il bisogno quasi fisico di essere maltrattato! Stava addirittura pensando di andare nel confessionale a sbeffeggiare Belle o di vandalizzare le videocamere o di mostrare il culo a Musette. Tutto per una punizione!!!
Questo stava pensando quella mezzanotte di un tardi martedì dopo la dura prova settimanale, e Dio se era stata dura, mentre se ne stava a mollo nella tinozza ad occhi chiusi. Era stranamente solo. In realtà era entrato nella vasca senza chiamare Asher pensando di farlo incazzare ed ora ne sentiva la mancanza. Se l’avesse chiamato avrebbe pensato che fosse il Viaggiatore? Forse poteva spruzzare ardeurormoni nell’aria per richiamare il maschio o forse poteva alzarsi e gonfiare il collo come una strolaga o forse…sentendosi osservato alzò lo sguardo e i suoi occhi blublublublu di Paul Newman incontrarono altri occhi blublublublu di Marmaduck il Siberian husky.
C’era un balloon sulla testa di Asher: “Posso entrare a farti compagnia?”
Jean-Claude era terrorizzato che qualsiasi sua risposta potesse essere fraintesa come l’ennesima prova della presenza del Viaggi, quindi optò per un semplice mimo. Alzò la mano, una parola, due lettere e poi annuì. Asher comprese e si sedette nel suo solito posto, sopra il suo cazzo, strusciandosi adeguatamente ed emettendo sospiri e mugolii soddisfatti.
“Cos’è che ti tormenta?”
Jean-Claude ci pensò un attimo, poi alzò la mano, due parole, la prim-“E che cazzo!” Sbottò Asher. “L’ho capito che non sei il Viaggiatore!” Poi più cauto. “Vero?”
Jean-Claude lo attirò a se e baciò ogni millimetro della sua pelle a portata di bocca. Gli divorò le labbra come se non ci fosse un domani e lasciò scie di fuoco sulla sua guancia fino all’orecchio. “Gli ascolti sono alle stelle” sussurrò. “La prova settimanale è superata, Belle è al settimo cielo e ho il sentore che la nostra reclusione stia per finire. Quando usciremo di qui saremo solo io e te.” Mordicchiò il lobo dell’orecchio di Asher e continuò a bisbigliare. “Chiunque si metterà tra noi, i consiglieri, Belle, la regina d’Inghilterra, non mi interessa: saremo comunque e sempre solo noi.”
“Ti avevo chiesto cosa ti tormentasse.”
“E io ti ho risposto.”
Asher meditò se sbattergli ripetutamente la testa contro il muro, si voltò più e più volte per controllare che il Viaggiatore non fosse nascosto in una bolla di sapone o in una pianta grassa e poi rivoltò il suo amante come una cotoletta e lo baciò a più riprese, dorandolo a puntino. E che il Viaggiatore si vendicasse se voleva. Tanto lo sapeva che il Viaggi era come Pretty woman: tutto ma non i baci, pliiiisss. Anche i perversi hanno uno standard!
Dopo un po’ aveva lasciato un attizzatissimo Jean-Claude a macerarsi nella tinozza ed era andato in camera ad asciugarsi i capelli. Meglio non svegliare il can che dorme e niente sesso siamo inglesi.
“Fermo così! Non ti muovere! No, un po’ più a destra…un po’ più a sinistra…”
“Cazzo Musette!” Sbuffò Asher annoiato alla vista della siniscalco. “Se avevo voglia di imparare il tip-tap andavo a ballando con le stelle, ti pare?”
“ Uffa! E’ che dall’angolazione giusta mi facevi venir voglia di scopare.”
“Ah.”
Musette agitò minacciosamente la ramazza che stringeva tra le mani. “E’ che sono stufa di spazzare topi di lana, quello stronzo del tuo compare perde capelli a tutta birra! Non lo puoi rapare a zero?”
Asher scrollò le spalle. “Tanto gli ricrescono…comunque se hai bisogno delle figurine per farti venire la voglia il compare sta facendo il bagno. Scommetto che è disponibile.”
“Sì Musette, vieni qua, dai!” Urlò Jean-Claude dalla stanza da bagno. “Puoi darmi la scopa sul groppone se ti va!”
“Gesù che puttana…” Mormorò Musette portandosi una manina alla fronte. “Ma gliene ho date così tante che non c’è più gusto…invece sono qui per un altro motivo.”
“Credevo fossi qui per scopare i topi di lana.”
“No, i topi di lana sono il mio animale da chiamare, in realtà sono qui perché Sua magnificenza è mooolto contenta di voi.”
Asher inarcò un sopracciglio e mise su l’espressione gnegne.“E allora perché ci ha mandato te?”
“Cretino!”
“Tu sei cretina mille volte più di me.” Ribattè il vampiro facendole la linguaccia.
“Specchio riflesso, specchio riflesso!” Urlò Musette tirando fuori lo specchietto da borsetta che subito andò in mille pezzi. “Oh. Si è rotto.”
Asher sorrise compiaciuto. “Essere un cesso serve ancora a qualcosa…”
“Insomma!” Sbuffò la siniscalco, non stava andando per nulla come previsto. “Io sono qui per darvi una sorpresa, siate sorpresi!”
“Sorpresa?” Ripetè Asher.
“Sorpresa?” Echeggiò Jean-Claude uscito dal bagno.
“Ho detto sorpresi, non sordi. O forse l’acqua vi ha gonfiato il cerume che avete nelle orecchie?”
Dal soffitto calò un enorme schermo a cristalli liquidi su cui campeggiava un altrettanto enorme palcoscenico. Il tendaggio di velluto scarlatto era chiuso.
Musette si rivolse a Jean-Claude. “Lo riconosci?”
“Il mio teatro! Squeeeeeeeeeeeeee!”
“Sì, è il tuo teatro e sta per andare in scena una delle tue opere preferite.”
“Mamma mia?” Chiese Asher.
“Priscilla, la regina del deserto?” Continuò Jean speranzoso.
“No. L’Otello.”
“Ohhhhhh!” Tubò il vampiro occhi al cielo e mani giunte. “Adoro l’Otello! Mi ricorda così tanto il mio Ashy…”
Il suo Ashy lo guardò in gelido cagnesco. “Ma se l’è un negher!!!”
Musette agitò minacciosamente la scopa. “Santa Polenta protettrice dei razzisti, aiutami tu! Lo spettacolo sta per iniziare e la mia Badrona vi ha riservato due posti in prima fila.”
Gli occhi di Asher erano ridotti a una fessura da cui trapelavano gelidi spifferi. “Hai cancellato Frocio chi si siede?”
“No” Scrollò le spalle Musette.” Mi pareva indicato.”
“Oh Asher, sbrigati e andiamo!” Cinguettò Jean-Claude spingendo l’amico verso l’armadio.”Non vedo l’ora, sarà bellissimissimissimo!”
“Ci saranno tutti i tuoi attori manzi…”
“Sìììììììììì!”
“E Cinzia….”
“Sììììììììììì!”
Asher sospirò rassegnato. “Occhei. Aspetta che mi spalmo in faccia un po’ di lucido da scarpe e vengo subito.”
“Mbah?”
Qualche tempo dopo erano comodamente sistemati nei loro posti e seguivano estasiati lo svolgimento della tragedia, scortati da Musette. Diciamo che tra tutti e tre il più estasiato era Jean-Claude, giusto un filino…
“Oh Ashy! Guarda Cinzia, non è una splendida Desdemona? E’ così femminile!”
“Oh sì” Ridacchiò Musette ciucciando pop-corn e sputandolo a terra. “Quel cobra le dà proprio quel tocco in più. Ops! Volevo dire boa…”
“Già.” Sbuffò Asher. “Forse se le avessero messo una gonna invece che una calzamaglia col conchiglione…”
“Ma questa è un’attualizzazione dell’opera, non capite?”
“Ma dai, non capisci?” Motteggiò Musette dando di gomito al biondo.
“E guarda Jago! E’ il bel Coso, Vito, Truzzo…” Continuò Jean-Claude completamente perso nel suo paese dei balocchi.
La voce di Asher risuonò come una campana di bronzo. A morto però. “E’ il bell’Andrè.”
“Grazie, non ci sono proprio per i nomi…comunque non è bravo? Con quei baffetti da sparvieroooo!”
“Ma se sono finti!” Brontolò Asher.
Musette si spanciava ad ogni commento di Jean-Claude, Asher mandava fumo dagli occhi e il pop-corn finì insieme alla tragedia. Quella sul palco. L’altra, tra i sedili, aspettava giusto le ultime mosse…
E precisamente, fatti gli inchini, consumati gli applausi, gettati i fiori, tutta la compagnia aveva circondato il boss redivivo all’inno di “Peroperunpompinoperò soloperunpompinoperò!” E chi lo tirava per la giacca, e chi lo tirava per i capelli, e chi lo tirava per il cazzo…
“Giovani, carini e disinibiti. Vero?” Disse Musette con una voce carica di edulcorante cariogeno e cancerogeno.
“Da morire…” Replicò Asher sibilando tra le zanne.
“Ci sta bene il tuo Jean lì in mezzo, non trovi?” Ridacchiò la vampira prima di eclissarsi.
Asher restò lì, impietrito come una statua di sale, indeciso se mettersi a frignare indecorosamente, sgozzare tutti compreso il suo Jean o tornarsene nel tugurio con le pive nel sacco.
“Ashyyyyyy! Vieni dai!” Urlò il suo Jean tra la folla.
I guitti balestrati e bisunti d’olio si girarono tutti dalla sua parte continuando a cantare “Peroperunpompinoperò soloperunpompinoperò!”
Asher trasse un gran respiro, salutò educatamente tutta la compagnia, diede un bacino al suo Jean raccomandandosi di divertirsi anche per lui e di indossare la maglia di lana. Poi prese il volo e se ne andò.
Qualche ora dopo il nostro era alle prese con un solitario. Ma che andate a pensare? Di carte, maliziosi, di carte!!! Uno stronzissimo hearts che non ne voleva sapere di venire, giusto per non farci mancare neanche un doppio senso. Improvvisamente un tre di bastoni cadde a terra…Asher alzò la testa, annusando l’aria: l’atmosfera si era fatta pesante, calda, umida… le mani del vampiro cominciarono a tremare.
La porta si aprì di botto, spalancata da una folata di un vento caldo di potere e poi fece la sua comparsa Jean-Claude: sorridente, muscolare, pelosissimo, gli occhi fosforescenti di magia che parevano truccati con l’uniposca.
“Mo te dai ae carte? Meno male, che pensavo de trovarte alla finestra, co' qua'a vestagliaccia che m'aspettavii…
Asher cadde in ginocchio, gli occhi sgranati per la sorpresa. “Mbah?”
“Famo er pokerino piuttosto.” L’altro rimase in silenzio, ancora a bocca aperta. ”Che fai, te caghi sotto? Ma vedi d'annattene, va'che te prendo a selciate…"
Al povero Asher ci vollero tre tentativi prima di riuscire ad articolare una risposta. “Hai bevuto.”
“Po’ esse.” Sogghignò Jean-Claude, estremamente compiaciuto di se stesso.
“Sei sbronzo come una capra.”
“Ma li amichetti miei insistevano! A’ Cinzia alla vodka, o’ cespuglio all’assenzio, o’ coso al red bbull…”
“Red Bull?”
“Red Bbull ti mette le ali e ‘un volevo tornà a casa en tassi.”
“Che vuoi da me?”
Jean-Claude fece un passo avanti e cominciò a sbottonarsi la camicia. “O’ sai…”
Asher, ancora in ginocchio, fissò ammaliato l’amante mentre avanzava ancheggiando verso di lui si apriva la patta dei pantaloni e gli sbatteva il pene in faccia. Il vampiro alzò il viso e incontrò gli occhi alieni dell’altro. C’era una sola cosa da dire.
“Peroperunpompinoperò soloperunpompinoperò!”
Au revoir
Parodia di No rest for the wicked di Morgana71, scritta insieme a Ricciolineri. Non c'è scopo di lucro. I nomi di alcuni personaggi appartengono a Laurell Hamilton. Vari tratti di ambientazione appartengono alla Whitewolf. I personaggi originali appartengono a Morgana.
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